“Giulio Cesare. Indagine sulle Idi di Marzo” di Marisa Ranieri Panetta

Presentato presso la Biblioteca Casanatense il 13 dicembre l’ultimo suo lavoro in un evento introdotto da Lucia Marchi e con un intervento di Silvia Costa

In una sala di una storica biblioteca romana finalmente riaperta agli eventi in presenza, la Biblioteca Casanatense -siamo in pieno Campo Marzio, praticamente presso la basilica ed il convento domenicano di Santa Maria sopra Minerva, nell’area resa famosa al mondo dal Pantheon- si è celebrata la presenza di un uomo geniale, talmente tanto geniale  che il suo genius (per i gli antichi era lo spirito che proteggeva le comunità, le famiglie) ancora oggi si impegna nel più arduo ed onorevole dei compiti: proteggere la Città, la sua Città, proteggere Roma.

Il testo (perché non è di un semplice libro che qui si sta parlando, ma di un vero testo scientifico) composto dall’archeologa e giornalista Marisa Ranieri Panetta permette al lettore di varcare la porta del tempo ed affacciarsi -seppur con le dovute cautele- in una Roma lontana negli spazi urbani ma intimamente vicina negli spazi vissuti.

Un poema d’amore rivolto all’Urbe e scritto in onore di quell’uomo che dall’Urbe volle molto e che all’Urbe diede tutto.

L’evento della presentazione, e non poteva essere altrimenti, ha attirato l’attenzione di quanti, per i motivi più disparati, sono legati sia al protagonista (Cesare) sia alla protagonista (l’autrice); entrambi hanno dialogato con il pubblico presente in sala, entrambi hanno risposto alle domande poste, entrambi hanno saputo glissare, con garbo l’autrice e con il celebre piglio che lo contraddistingue il dictator (al quale la dottoressa Ranieri Panetta, in un estremo atto di dedizione ha prestato la voce, facendo in modo che attraverso le pagine del volume presentato fosse proprio Cesare a far risuonare la sua voce).

L’introduzione di Lucia Marchi, direttrice della biblioteca, ha permesso di conoscere meglio la sua storia ed apprezzarne ancor di più la sua importanza scientifica ed accademica. Una biblioteca, questa, che non conserva solo volumi antichi, ma custodisce anche incunaboli e manoscritti originali, tra i quali spiccano quelli del famoso compositore e violinista Niccolò Paganini.

Alle domande pertinenti e puntuali, non solo legate alle vicende narrate nel libro, ma anche collegate all’attualità poste da Silvia Costa che, come Commissario governativo per la valorizzazione del Carcere di Santo Stefano e dell’isola di Ventotene, ha molto a cuore le vicende delle donne della famiglia Iulia, l’autrice ha risposto sempre in maniera circostanziata, ammaliando i presenti con piccoli affreschi della Roma vissuta ed immaginata dallo statista.

Una presentazione cha ha visto coinvolti anche i partecipanti all’evento quando è stata data loro la possibilità di porre domande.

Una romanza d’amore per Roma questa presentazione che, come hanno ribadito più volte sia l’onorevole Costa sia l’autrice, non è racchiusa nelle sole Mura Aureliane ma si espande ben oltre, attraverso territori un tempo considerati semplice periferia ma che racchiudono al loro interno tesori di assoluta valenza storica che, però, purtroppo, devono essere ancora valorizzati.

La prossima presentazione? Forse nel V Municipio! La dottoressa Marisa Ranieri Panetta dopo l’esperienza assolutamente positiva della presentazione di un suo altro libro (https://abitarearoma.it/marisa-ranieri-panetta-le-donne-che-fecero-limpero/) ha promesso di tornare nel nostro territorio e di far ascoltare questa romanza anche ai suoi abitanti.

Parafrasando una delle celebri frasi del protagonista del libro si potrebbe dire: Venni, vidi il V e tornai.


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