Gli incontri letterari di gennaio 2019 nel IV municipio

Tenuti dalla Prof.ssa Loredana Mambella presso la Biblioteca della Parrocchia di San Romano martire
Redazione - 31 Dicembre 2018

Presso la Biblioteca della Parrocchia di San Romano martire (ingresso Via delle Cave  di Pietralata,63) nel IV Municipio, riprendono gli incontri letterari tenuti dalla Prof.ssa Loredana Mambella.

Ecco il calendario.

Giovedì 3 ore 17.00 La grande bellezza delle periferie romane.IV Municipio. Prato Lauro

Giovedì 10 ore 17.00 La favolistica greca e latina. Esopo e Fedro

Giovedì 17 ore 17.00 Dante. Paradiso.Analisi e commenti Canto X

Giovedì 24 ore 17.00. INIZIO CORSO DI FILOSOFIA. LE ORIGINI

Giovedì 31 ore 17.00 Dante. Paradiso Analisi e commento Canto XI


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  1. VittorioSantarsiere


    17 GENNAIO 2018 – ORE 17 – Biblioteca Parrocchia San Romano Martire, accesso via Cave di Pietralata 63, benevolmente resa disponibile per gli Accademici della via Tiburtina, gruppo di studi spontaneo (art. 9 Cost.), svoltisi l’analisi ed il commento del Canto X della Divina Commedia dell’Alighieri a cura della Chiarissima Professoressa Loredana Mambella.
    “Io fui delli agni della santa greggia che Domenico mena per cammino u’ ben s’impingua se non si vaneggia”.
    Si tratta di un canto nella parte iniziale complesso, siamo nel cielo del sole, al tempo di Dante pianeta, oggi stella, già definito “lo ministro maggior della natura”, il poeta vi giunge, tratta questioni ardue, gli equinozi, l’asse terrestre inclinato per l’alternarsi delle stagioni, giorno e notte, di poi la dottrina trinitaria, che, persino, qualche concilio ritenne eresia.
    Per il poeta Dio ha creato il mondo con massima perfezione, sicché l’uomo rimane incantato a guardare. Dio primo ineffabile valore, guardando suo figlio con l’amore che l’uno e l’altro eternamente procede, creò ciò che si estende intellettivamente e nello spazio, con ordine tale che chi rimira ciò non può fare a meno di gustare.
    Dante incontra Beatrice, con i 12 Spiriti Sapienti, che cantano e danzano. Gli si avvicina Tommaso dei Conti d’Aquino di Roccasecca, che si presenta “io fui delli agni …”, già discepolo di Albero di Colonia, domenicano, Vescovo e filosofo.
    Seguono Graziano da Chiusi, camaldolese, che compose testi biblici e patristici, canoni e raccolse decisioni, che originarono il testo basilare del diritto canonico.
    Pietro Lombardo, maestro di teologia e Vescovo, compose quattro libri Sententiarum, testo per le scuole e l’insegnamento della dogmatica. Re Salomone, che alcuni teologi ritenevano dannato per la sua lussuria senile, si ritiene autore del Cantico dei cantici, poema colmo di amore mistico. Dionigi l’Areopagita, convertito al Cristianesimo da S. Paolo, Vescovo di Atene e martire.
    Paolo Orosio, avvocato dei tempi cristiani, scrisse un libro nel quale raccolse tutti i mali dal diluvio fino al suo tempo.
    Severino Boezio, Console di Roma, scrisse De consolatione philosophiae ed anche la Consolatio ad Marciam.
    Isidoro di Siviglia, Vescovo, autore di opere teologiche e storiche. Venerabile Beda, che scrisse numerosi trattati biblici e patristici.
    Riccardo, Priore del monastero di S. Vittore, dotato di virtù sovrumana, quasi un Angelo della scienza del contemplare.
    Sigieri di Bramante, molto chiacchierato, la sua presenza nel cielo dei sapienti e l’elogio posto “per bocca” di San Tommaso sono problemi difficili a risolversi.
    Forse, con il Nardi, l’Alighieri si propose di rialzare la memoria di un onesto pensatore.

  2. Vittorio Santarsiere


    24 GENNAIO 2019 – ORE 17 Biblioteca della Parrocchia S. Romano Martire Roma, ingresso via Cave di Pietralata 63, benevolmente resa disponibile per gli Accademici della via Tiburtina, gruppo di studi spontaneo (art. 9 Cost.). E’ iniziato il ciclo di lezioni sulla “Filosofia conosciuta nel tempo dell’Alighieri”, svolto dalla infaticabile, chiarissima Professoressa Loredana Mambella.
    Le origini di codesta disciplina ci portano nella Grecia antica, circa il 7° secolo a. Ch., tempo dei presocratici. All’epoca la Grecia, popolata da pastori in terre montuose, non rimase ferma in se stessa, cominciò a guardarsi nel contesto e nacquero gli incontri con altre civiltà del Mediterraneo, sopravvennero le città Stato, la fondazione delle Colonie, si ricordi la Magna Grecia nell’Italia Meridionale. I Greci cominciarono a farsi delle domande: d’onde veniamo ? dove andiamo ? – la risposta iniziale fu il mito, la religione, la fede. Il poeta greco Esiodo, nato in Beozia, nei pressi del monte sacro alle muse, pascolò il gregge su codesto monte, gli apparvero le muse, che gli insegnarono il bel canto. Scrisse il trattato mitologico “Teogonia”. Visse i suoi ultimi anni nella Locride, dice la leggenda che vi morì di morte violenta. Dal tempo di codesto poeta fu constatato come prima c’era il caos, a seguire si generarono terra e inferno, nasce Zeus, re degli dei.
    In cotanta “dispersione” i Greci cominciarono a dissertare razionalmente, senza mito. Sovvenne per essi l’amore del sapere “filosofia”, termine, pare, introdotto da Pitagora = amore e sapere. Divenuto non più attendibile Esiodo, il filosofo osserva la natura per conoscerne i segreti. Cicerone, nelle conversazioni tuscolane, indica la filosofia quale condottiera dell’esistenza, necessità dell’uomo di conoscere perché ? Ricerca della luce della ragione. Passaggi più antichi come questi ci pervengono “de relato”, con riferimento a molti filosofi, tra i quali Socrate, che non hanno scritto, ma la produzione dissertativa di questo l’ha riportata il discepolo, Platone. Nella evoluzione assumono rilevanza gli scambi con le popolazioni evolute, i greci viaggiarono, con gli scarsi mezzi di locomozione del tempo, per molte altre realtà evolute, giunsero fino a Marsiglia.
    Osservazione, la lezione ha vantato un alto numero di uditori.

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