Gli ‘otto giorni’ del Capo dello Stato – Torna l”asse dell’intimo’ – Grazie, Silvio – Ma la partita non è di calcio

Fatti e misfatti di dicembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 10 Dicembre 2012

Gli "otto giorni" del Capo dello Stato 

Vedremo – si è detto preoccupato il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano – vedremo che cosa faranno i mercati dopo le dimissioni di Mario Monti".

Ma quel "vedremo" del Capo dello Stato è, chiaramente, un vedremo istituzionale e diplomatico. Perché il Capo dello Stato ha già avuto da subito per certo, data la sua esperienza politico-economica e la sua conoscenza di chi può muovere i mercati e come, quali sarebbero state le mosse della finanza nazionale ed internazionale. Che infatti, senza attendere un secondo, hanno operato in negativo sulla nostra Borsa e sul nostro "spread". E non solo per comprensibile spirito speculativo. Ma, appunto, questo il Capo dello Stato lo sapeva già da subito per certo e continua a saperlo benissimo. Per parlare – e, verosimilmente, per prendere delle decisioni – si è dato, tuttavia, gli otto giorni. Non resta che attendere la settimana prossima, allora, per capire come intenderà comportarsi con certi "precari" in via di uscita e con certi altri "precari" in lista di attesa per un ambito contratto di lavoro a Palazzo Chigi. Se gli italiani continuano a stimare il Capo dello Stato, oggi, però, sicuramente non lo invidiano.

Torna l’ "asse dell’intimo"

"Torna – ha titolato "Il Giornale" – l’asse Berlusconi-Lega".

"Il Giornale", questa volta, non è dunque andato al di là delle righe. Ed è rimasto signorilmente composto. Non così certi iscritti di un circolo Pdl i quali, nel commentare la notizia, si sono espressi così: "Meno male: è tornato l’ asse mutanda-canotta". E non solo in riferimento a certi particolari atteggiamenti e comportamenti di Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. Ma anche in senso politico. Per intendere insomma, a modo loro, "sono tornati finalmente insieme i due movimenti che, per tanto tempo, sono stati felicemente sedere e camicia".

Grazie, Silvio

"Mi sono riproposto alla guida dell’Italia disastrata – dichiarazione numero 1 di Silvio Berlusconi – con grande sacrificio personale".

Da tutta Italia si è subito levato un coro: "Grazie, Silvio".

Ma la partita non è di calcio

"Mi basterà un mese – dichiarazione numero 2 di Silvio Berlusconi – per battere Bersani".

Ma perché, forse, pensa che lui ha un "Milan" tornato a vincere a raffica e Pierluigi Bersani ha, invece, un "Bologna" che per vincere continua sempre a stentare. Che lui ha un asso come El Shaarawy e Pierluigi Bersani ha, invece, appena un Gilardino a corrente alternata. Solo che l’incontro Berlusconi-Bersani, in realtà, non si svolgerà in un campo di calcio, ma dentro decine di migliaia di urne elettorali. E allora, per battere un Bersani già rodato dalle primarie del suo partito, un mese, per il Berlusconi ancora arruginito dalla lunga assenza in campo politico, potrebbe, invece, anche non bastare. Ma – come si dice in gergo calcistico – la palla è rotonda. Si vedrà se, per caso, sarà rotondo anche il risultato del prossimo voto elettorale. 


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