Per gli sfasci ancora un’altra proroga

Per la quarantesima volta, dal 1986, vengono rinviati problemi già risolti in altre regioni
Sergio Scalia - 19 maggio 2016

Il Commissario Tronca aveva dichiarato di non voler rinnovare le autorizzazioni provvisorie per gli autodemolitori oltre il 30 aprile 2016. Ma, visto che il Comune non riesce a trovare le aree dove collocare gli sfasci e considerato che il numero di auto rottamate ogni anno a Roma non potrebbe essere smaltito dai pochi sfasci autorizzati, si è deciso di prorogare nuovamente le autorizzazioni fino al 31 dicembre.

Questa è la quarantesima proroga da quando, nel 1986, si è stabilito che il Comune avrebbe individuato aree specifiche dove spostare i rottamatori.

Anche l’ultima Giunta Marino aveva riproposto 14 aree che si sono rivelate tutte inidonee per vari motivi ad ospitare i centri di rottamazione.

Gli operatori si dichiarano disposti a spostarsi quando il Comune individuerà e attrezzerà, le aree, ma il Comune da 30 anni non riesce a trovare aree idonee e si continua a prorogare di anno in anno le autorizzazioni provvisorie.

Questa situazione danneggia i cittadini che vedono aree come il Parco di Centocelle occupate da rottami e gli operatori che vorrebbero uscire dalla precarietà, ma non riescono a regolarizzare le loro attività.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAQuesto avviene solo nel Lazio, dove tutto è stato congelato dall’accordo del 1986, che vincola lo spostamento degli operatori su aree speciali. Nelle altre regioni gli autodemolitori sono obbligati a reperire un capannone in una zona industriale e a smontare entro due giorni le auto da demolire.

sfascio romanoIl V Municipio, che ha il maggior numero di sfasci romani, ha chiesto di superare questa situazione, partecipando con alcuni operatori al bando della Regione Lazio che destina risorse comunitarie al riposizionamento competitivo delle strutture territoriali, con un progetto che ha già superato la prima fase, allo scopo di assicurare un finanziamento a chi intende investire per regolarizzarsi e sta cercando di utilizzare oneri concessori a questo vincolati per reperire piccole aree dove collocare alcuni operatori.

Regione e Comune dovrebbero mettere in campo incentivi per il risanamento ambientale per chi intende acquisire a proprie spese uno spazio idoneo dove trasferire la propria attività, superando la logica delle grandi aree irreperibili e delle continue proroghe annuali.


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