Grandezze e piccolezze – La farsa dei barbieri al Senato – Ladri ignoranti – Non solo un fatto di cronaca

Fatti e misfatti di febbraio 2013 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 1 Febbraio 2013

Grandezze e piccolezze 

"La Culona – ha titolato "Il Giornale", nel fondo di prima pagina, occupandosi dell’incontro Merkel-Monti – ci riprova".

Ora uno può essere d’accordo o meno sulla politica europea della signora Merkel, la signora Merkel può risultare più o meno simpatica a pelle, ma questo non può né deve giustificare certe definizioni che insultano non solo la persona di un Capo di Governo, ma anche la buona creanza e il rispetto dovuto a chiunque. Perfino a "Il Giornale", per carità, ci saranno redattori con tanto di "master". Ma, evidentemente, "master" in cattivo gusto e in maleducazione. Cervelloni, magari, ma completamente incapaci di comprendere quando stiano per essere superati da tutti, anche da "Il Giornale", i giusti limiti della decenza.

La farsa dei barbieri al Senato

"Da oggi – è stato annunciato con orgoglio – la barbieria del Senato ha cessato le sue funzioni".

Peccato, certo, per gli onorevoli senatori i quali, ora, dovranno rivolgersi a barbieri comuni e pagare gli stessi prezzi dei cittadini comuni. Un piccolo contributo, però, alla "spending review" in quanto quel servizio – tra stipendi e costi fissi – aveva un costo annuale di 300 mila euro l’anno? Nemmeno per idea. Perché i tre barbieri non se ne andranno a svolgere il loro mestiere in una barbieria privata, ma resteranno al Senato dopo essere stati riciclati come uscieri e come commessi. Alla faccia, quindi, della "spending review". Con un grande pernacchio, anzi, alla "spending review". E con l’ennesima presa in giro dei cittadini da parte del Palazzo.

Ladri ignoranti

"Alcuni sconosciuti – il fatto è avvenuto a Siena – hanno aperto con fatica un varco nel muro di una filiale del Monte dei Paschi, hanno scassinato con il trapano la cassaforte, ma nella cassaforte hanno trovato la miseria di trecento euro".

La necessità di leggere i giornali, di seguire le notizie in tv, di tenersi comunque informati non è stata mai ripetuta, dunque, ancora abbastanza. Che cosa speravano infatti di trovare, nella cassaforte di una qualsiasi filiale del Monte dei Paschi, quei ladri ignoranti? Se prima di sottoporsi a quel duro lavoro di scasso notturno si fossero minimamente informati, avrebbero appreso che, prima di loro, c’è stato qualcun altro a fare visita alle casse del Monte dei Paschi. A fare il "colpo". E a lasciare in qualche filiale – per sfregio o, magari, per dimenticanza – una manciatella di euro.

Non solo un fatto di cronaca

"Marius Pohrib, rumeno, 21 anni – è accaduto ad Aosta – ha sbandato improvvisamente con la sua auto, è piombato sul marciapiedi, ha investito gravemente due bambini in carrozzina e le loro mamme".

Fin qui la notizia nuda e cruda. Dietro il fatto, però, due circostanze di una gravità impressionante. La prima: Marius Pohrib, tre settimane prima, era stato denunciato per la rapina in una tabaccheria, ma era stato rimesso in libertà. Nella condizione, cioè, di continuare a vivere come se nulla fosse accaduto. La seconda: Marius Pohrib, quando è piombato con la sua auto sui due bambini in carrozzina e sulle loro mamme, è risultato – ad un primo esame dei test antidroga – in preda agli effetti di uno "spinello". E, però, questo potrebbe essergli perdonato, se lui, Marius Pohrib, riuscisse a dimostrare che lo "spinello fattosi" non era stato acquistato singolarmente per sé, ma era uno "spinello" acquistato, da qualcuno o insieme a qualcuno, per una "fumata di gruppo". Ai sensi di una strabiliante sentenza emessa – per ironia della sorte proprio lo stesso giorno dell’incidente di Aosta – dalla Suprema Corte di Cassazione. Addirittura a sezioni unificate. Ora, comunque, sarà interessante vedere se, anche questa volta, Marius Pohrib, in attesa dei suoi processi, verrà rimesso in libertà. Se gli sarà concessa, anche questa volta, la libertà – ove lo volesse – di rapinare ancora, di drogarsi ancora e, drogato, di piombare ancora con la sua auto sulle gente. Bella cosa, certo, il garantismo. Ma – come un po’ tutti vorrebbero – almeno per quanti potrebbero meritarselo. Per quanti, insomma, ci si potrebbe verosimilmente fidare. 


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti