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Gualtieri alla Leopolda: “Roma cambia pelle. Dai rifiuti all’ambiente, da problema a risorsa”

Il Sindaco a Firenze ospite alla kermesse fiorentina firmata Matteo Renzi e Italia Viva

I cambiamenti non si possono fermare. Si possono governare, se si capisce che nulla sarà come prima.” Roberto Gualtieri sceglie parole nette, quasi una dichiarazione di metodo, dal palco della Leopolda, la kermesse fiorentina firmata Matteo Renzi e Italia Viva.

È sabato 4 ottobre. A Roma si chiude una giornata di piazze infuocate, con un corteo da un milione di persone per la Palestina. Ma il sindaco della Capitale, a centinaia di chilometri di distanza, guarda avanti. Sul palco parla di futuro, rigenerazione, fiducia.

“Le città sono i luoghi dove si giocano le sfide del nostro tempodice —. Sono laboratori vivi, il campo di battaglia tra passato e futuro. E il compito di un sindaco è quello di cambiare in profondità, non rattoppare, ma governare l’innovazione per costruire una società più giusta e più libera.”

Roma, racconta, “cadeva a pezzi. Lo sapevano tutti”. Da qui la scelta di una cura radicale: “Abbiamo pensato che non bastasse aggiustare. Dovevamo cambiare, trasformare.”

Il risultato, numeri alla mano, è una città attraversata da 1.600 opere, cantieri e progetti, frutto dei fondi del Pnrr e del Giubileo. “Una terapia shock, una cura da cavallo, ma necessaria spiega —. E la cosa più importante è che, per la prima volta dopo anni, i romani stanno tornando a credere che le cose si possano davvero cambiare.”

Il sindaco entra poi nel cuore delle sfide quotidiane. Prima fra tutte, la mobilità: “Per decenni Roma è stata costruita per le auto. Si facevano sottopassi per i pedoni, come se dovessero nascondersi. Noi stiamo facendo il contrario: mandiamo le auto sotto e restituiamo la città alle persone, con marciapiedi, piste ciclabili, incroci sicuri, piazze pedonali e più verdi.”

Poi, il tema più divisivo: i rifiuti. “È una grande sfida — dice Gualtieri — ma anche una grande opportunità per ridurre l’inquinamento e creare energia pulita.” L’elenco è concreto: biodigestori per produrre compost e biometano per i mezzi dell’Ama; un termovalorizzatore che, spiega, “metterà fine alla vergogna di una città che spedisce i suoi rifiuti in mezza Italia e in mezza Europa”.

Con le ceneri del termovalorizzatore — aggiunge — ricaveremo 10mila tonnellate di acciaio, 2mila di alluminio e 1.600 di rame ogni anno. Questo significa portare la logica dell’economia circolare in tutta la politica cittadina.” Una Roma che cambia, non solo nelle opere ma nello sguardo. “L’ambiente non è solo tutela, è una visione di futuro conclude il sindaco —. È capire che trasformare la città significa restituire ai cittadini la fiducia, l’orgoglio e la consapevolezza che Roma può ancora essere un laboratorio del mondo.”


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