Guarda che c’è nell’orto del dottore… – Multe ovaiole – Giustificazioni “a pera”

Fatti e misfatti di settembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 1 Settembre 2012

Guarda che c’è nell’orto del dottore…

"Insospettiti da certo traffico – l’episodio è avvenuto a Zagarolo, in provincia di Roma – i carabinieri sono andati a curiosare nell’orto dell’integerrimo medico di base".

Vi hanno trovato erbe medicinali tipo aneto, calendole, crispino, genziana, malva, rafano, ruta, sambuco, tarassaco, zenzero? Macché. Vi hanno trovatao un bel numero di piante di cannabis in piena vegetazione. E poi, quando il sopralluogo si è spostato dall’orto alla casa, hanno scoperto oltre dieci chili di foglie già essiccate, dalle quali si sarebbero potute ricavare centinaia di dosi, duecento grammi di marijuana già pronti per il consumo e – accorgimento di buon medico previdente – un centinaio di semi in attesa di essere piantati. Risultato? Il dottore-coltivatore diretto di cannabis è stato denunciato, ma gli sono stati concessi gli arresti domiciliari. Nel senso, però, che non potrà uscire di casa di casa – e, quindi, non potrà recarsi neppure nell’orto – oppure l’orto è stato inteso come parte del suo domicilio ristretto? Non è questione da poco. Nel secondo caso, infatti, certa coltivazione potrebbe anche continuare. Magari con semi diversi: non più di cannabis, ma di papavero.

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Multe ovaiole

"Le multe pagate fino ad oggi dall’Italia per infrazioni alle norme comunitarie – secondo alcune stime di questi ultimi giorni – ammonterebbero, più o meno, a tre miliardi e mezzo di euro".

Il ridicolo è che, fra le multe che l’Italia sta continuando a pagare, c’è anche quella comminataci – fin dal 1999 – perché ci si ostina a non assicurare condizioni minime per la protezione delle galline ovaiole.

Giustificazioni “a pera”

"I consiglieri comunali – se n’è uscita Chiara Bisconti, assessore allo sport nella Giunta milanese, per giustificare la "legittimità" dei 150 biglietti gratuiti riservati a Palazzo Marino per le partite di "Milan" ed "Inter" – non sono una casta, ma sono consiglieri eletti dai cittadini".

Embé? Certo che i consiglieri comunali milanesi sono stati eletti dai cittadini milanesi. Ma – ecco il punto – non per andare gratuitamente alle partite di pallone, ma per risolvere i problemi della città. Altrimenti – spiace per l’assessore Chiara Bisconti – sono una casta eccome. All’assessore Chiara Bisconti e ai suoi colleghi, comunque, buon campionato di calcio 2012-2013. Con tanti saluti ai cittadini milanesi elettori e ai tifosi paganti di "Milan" ed "Inter"


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