Guerriglia romana 1, 2, 3, 4, 5 e 6

I Fatti e i Misfatti di ottobre 2011 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 17 Ottobre 2011

Guerriglia romana 1

"Quelli che hanno scatenato la guerriglia sabato 15 ottobre 2011 a Roma – ha confermato, in uno dei suoi resoconti, "Il Corriere della sera" – erano, oltre ai noti "ultras" cittadini, gli "ultras" di Livorno, i gruppi napoletani che avevano incendiato le notti di Terzigno ai tempi delle proteste contro la discarica, i militanti dei Centri sociali torinesi visti tante volte nei boschi della Val di Susa per cercare di impedire la realizzazione della "Tav", gli anarchici di Milano e di Bologna più alcune "truppe scelte" da Catania, Siracusa, Bari, Brindisi, Varese e Trento".

Una osservazione ovvia che, però, non sembra avere fatto ancora alcuno: gli "ultras" cittadini, da casa loro alla manifestazione di Roma, sono certamente arrivati a piedi o – come loro abitudine – "a sbafo" sugli automezzi del pubblico trasporto. Ma chi ha dato i non pochi soldi, per arrivare da casa loro alla manifestazione di Roma con tanto di vario bagaglio terrorista, ai poveri "ultras" di Livorno, ai poveri gruppi incendiari di Trevigno, ai poveri dei Centri sociali di Torino, ai poveri anarchici di Milano e di Bologna, alle povere "truppe scelte" di Catania, di Siracusa, di Bari, di Brindisi, di Varese e di Trento? Sarebbe interessante che qualcuno – al di là o al di qua delle barricate – desse finalmente una risposta. Una risposta, però, non reticente: vera, completa, onesta, coraggiosa.

Guerriglia romana 2

"Tutto questo non sarebbe successo – ha sentenziato l’ex Pdl ed attuale finiana Barbara Contini – se Berlusconi si fosse dimesso".

Barbara Contini, evidentemente, non ha capito – o finge di non capire – che la guerriglia romana, così come tutte le altre italiche guerriglie di questi ultimi tempi, non è stata minimamente supportata da una fede o da un convincimento politico, ma unicamente da una criminale volontà di distruzione. Neppure nichilista ché sarebbe già culturalmente, anche se non razionalmente ed eticamente accettabile, perlomeno discutibile. Ma – Berlusconi o non Berlusconi – una volontà di distruzione fine a se stessa. Figlia del male assoluto. Che si spinge, come si è spinta anche a Roma, ad infierire perfino contro i più deboli e i più poveri.

Guerriglia a Roma 3

"Berlusconi lasci – ha detto, non troppo tempo fa, il "leader" dell’"Italia dei valori", Antonio Di Pietro – o ci scappa il morto".

Adotta Abitare A

Incredibile Antonio Di Pietro: ci ha quasi azzeccato…

Guerriglia romana 4

"Tra le tante auto incendiate – ha testimoniato un residente di via Cavour – anche quella, di piccola cilindrata, con il contrassegno di appartenenza ad una disabile. La quale, per di più, è attualmente disoccupata".

Bravi "Black bloc": un’altra nobilissima azione portata a termine.

Guerriglia romana 5

"Ad un certo punto – si è anche letto nelle cronache – i "Black bloc" sono entrati nella chiesa dei santi Pietro e Marcellino, hanno preso una statua della Madonna di Lourdes e un Crocefisso, li hanno portati in strada e li hanno frantumati".

Della statua della Madonna – si è poi saputo – si è salvata soltanto la testa. Ora sarebbe davvero bello, se dalla bocca della povera testa della Madonna uscisse questo monito per certi signori in tonaca: "Assolvete questi poveri peccatori al confessionale, ma non benedite questi indemoniati dal pulpito, dalla pubblica piazza e dagli schermi televisivi".

Guerriglia romana 6

"Che i responsabili – è l’appello subito giunto dal Capo dello Stato e poi fatto proprio da tutti, via via, dall’estrema destra all’estrema sinistra – vengano ora chiamati a pagare severamente la loro follìa criminale".

Gli arresti dei folli criminali – almeno fino ad oggi – sono stati appena una ventina. Pochissimi, come ha osservato giustamente qualcuno. Ma che almeno questi siano davvero chiamati a pagare severamente. E che non si debba assistere alla solita indegna sceneggiata, codicilli alla mano, del "tana libera tutti". Non solo alla faccia di tanti giovani scippati della loro legittima quanto pacifica protesta, di una città massacrata, di tanti cittadini violentemente danneggiati. Ma, addirittura, alla faccia del Capo dello Stato. 


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