Guida segreta delle cose da fare gratis (o quasi) a Roma

In libreria la guida al risparmio, un escamotage per sopravvivere alla crisi economica
di Serenella Napolitano - 13 Novembre 2012

Questo 2012 non è stato proprio un anno facile e leggendo alcuni dati sull’andamento dei mercati nemmeno il 2013 rappresenterà l’anno del decollo dell’economia italiana. Sempre meno giovani trovano lavoro, sempre più aziende chiudono, mentre il costo della vita aumenta notevolmente, specialmente per chi vive in città, anzi specialmente per chi viva in una grande città come Roma Insomma dovremmo un po’ tornare alla vecchia cara cultura del risparmio, quella di cui i nostri nonni andavano fieri. Una serie di rinunce? Forse no.

In questi ultimi mesi sugli scaffali delle librerie c’è una new entry è la “Guida segreta delle cose da fare gratis (o quasi) a Roma” di Stefania Zani, definito come “un ottimo farmaco anti depressivo per combattere la crisi economica”. Non è la classica guida che ti indica i gioielli di Roma o i suoi posti glamour, in cui fashion- victim di tutto il mondo amano farsi fotografare per poi postarsi su qualche sociale network
È una guida al sapersi divertire, visitando l’eterna bellezza della Capitale in maniera economica.

Alla scoperta, dunque, di Musei poco conosciuti, gallerie, artisti bistrattati dai media ma significativi, collezionisti al limite del maniacale, al melting polt che sta creando paesi stranieri all’interno del tessuto urbano romano.
O ancora rifarsi il guardaroba a tre euro, navigare in internet gratis all’interno dei parchi di Roma, cenare con pochi euro in quello che è il cuore più romanesco di Roma, Trastevere.
Un libro che ci fa godere delle stesse cose che da anni la Capitale dona ai suoi visitatori ma anche ai suoi cittadini, risparmiando.
Così a fronte dei dieci euro della multisala, ci sono occasioni per vedere film gratis o a prezzo ridotto. Per non parlare delle molte visite archeologiche gratuite ai luoghi più belli e rappresentativi di Roma di cui è possibile fruire in varie iniziative culturali .
E con l’arrivo del Natale, perché non riscoprire il gusto del mercatino rionale. Certo sarà un po’ difficile per gli italiani dopo anni e anni di vissuto al di sopra delle proprie possibilità tornare indietro o quanto meno rendersi consapevoli che la crisi c’è e si vede, ma come ha dichiarato la stessa autrice del libro in un’intervista radiofonica: “Non è più da sfigati prendere le cose di seconda mano e non è vergognarsi risparmiare”.

Intanto ci accorgiamo di quanto è cambiato il mondo, se prima c’era la tradizione del risparmio, poi con il boom economico e con la voglia di diventare una nazione consumista ci siamo dimenticati di tutti quei principi che hanno trasformato una nazione in macerie, in un Paese emergente. Chissà, forse tra i 101 consigli del libro (qualcuno o tutti) ci sono quelli dei nostri nonni, gli stessi che hanno ricostruito l’Italia del dopoguerra.
Noi, purtroppo, li abbiamo dimenticati e per questo, che ora, ci tocca riprendere i libri in mano per studiare le cose che gli antenati sapevano sin dalla nascita. E’ questo il dilemma di chi è nato in un Paese ‘finto ricco’ che in pochi decenni si è ritrovato ‘vero povero’.


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