Guidonia, dopo le vicende che hanno condotto al Commissariamento, il 6 e 7 giugno, si torna al voto

Guglielmo(PD): “Non ho voluto nessun manifesto. La vera sfida è nella ricostruzione di un centro sinistra unitario”
A.M. - 4 Giugno 2009

Il 6 e il 7 giugno, data scelta dall’Italia per votare i propri candidati al parlamento europeo, elezioni anticipate nel terzo comune del Lazio. Tutti hanno seguito con grande interesse le vicende dei 17 consiglieri dimissionari che hanno portato, il 23 gennaio scorso, alla caduta dell’amministrazione di Guidonia, guidata dal Sindaco Lippiello. Una vicenda complicata arrivata al giudizio del Consiglio di Stato che il 24 febbraio scorso ha deliberato nuove elezioni.

Da qualche mese a questa parte Guidonia è stata invasa da manifesti e volantini elettorali. Simone Guglielmo, attuale candidato del PD al consiglio comunale e vice presidente uscente del consiglio, ha preferito una campagna elettorale sui generis e meno invasiva, limitando al minimo la comunicazione e rilasciando ad Abitare la sua unica intervista in cui ha spiegato i motivi che lo hanno spinto a questa scelta: “non condivido una campagna politica basata quasi ed esclusivamente sulla comunicazione. Solo a Guidonia ci sono 10 candidati a Sindaco e oltre 640 candidati in consiglio comunale. I cittadini non ne possono più. Io ho deciso di privilegiare il rapporto umano con le persone”. Guidonia esce da una situazione “imbarazzante”: dai recenti fatti di cronaca all’espulsione di Lippiello dal Partito. I cittadini hanno bisogno di altro che vedersi la propria città tappezzata di manifesti elettorali, la maggior parte dei quali abusivi. La priorità – incalza Guglielmo – per chiunque andrà al ballottaggio contro il centro destra sarà di lavorare per ricostruire l’unità del centro sinistra. L’urgenza è lasciarsi alle spalle dissapori e frizioni perché i cittadini hanno bisogno di sentir parlare una lingua unanime”.

A Guidonia il candidato a Sindaco del Pd è un esponente dell’Udc, Michele Pagano. “Scelta –fa sapere Guglielmo – sostenuta dall’assessore alla regione Lazio Bruno Astorre. Io condivido questa decisione, anche perché il Pd raccoglie tante anime e l’unione con quella cattolica sembra essere un’evoluzione quasi naturale per un partito caratterizzato da diverse nature. Ora la sfida che ci viene proposta è far convivere queste anime all’interno di un unico partito. Credo che lavorando in questo senso si potranno raggiungere importanti risultati. Un elemento di grande interesse potrebbe essere quello di non commettere l’errore di affidare, come è stato fatto fin’ora, segreterie politiche a esponenti politicamente attivi. Ruoli e funzioni di chi riveste cariche politiche devono essere necessariamente super partes”.
Quello che è certo – conclude Guglielmo – è che Guidonia si prepara ad una prova importante. Gli occhi della politica sono puntati su di lei, perché da questo risultato dipenderanno, sicuramente, le elezioni regionali del prossimo anno”.


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