Hooligans

di Ettore Visibelli - 20 Febbraio 2015

Scusandomi per essere stato assente una settimana, impegnato in una serie di seminari tenuti nel nord-est del Paese, mi sono ripresentato ieri ai miei discepoli intenzionato a trovare le parole giuste per affrontare insieme e dibattere con loro le nuove frontiere che gli studi sul genoma aprono nella cura delle malattie che affliggono la salute dell’umanità. Un tema che mi ero riproposto, non poco complesso tenendo conto della preparazione media dell’uditorio.

Purtroppo non ho fatto in tempo a dare inizio alla conversazione, che è saltato subito fuori l’interesse per una tematica, molto più ruspante, che stava loro più a cuore.

“Ah Professo’, che ce dice de la gazzara ‘n Parlamento? Che ‘nce l’ha vista ‘ndov’era lei?”

Era Pompeo, er barcarolo, interessato a una chiosa sull’increscioso episodio, per il vero alquanto riprovevole, al quale abbiamo dovuto assistere circa una settimana fa.

“Che devo dirvi? Direi che si commenta da solo. Se quelli sono i rappresentanti eletti dal popolo, sarà il caso che il popolo si faccia un esame di coscienza.”

“E noi se lo semo fatti.” Ha subito aggiunto Ubaldone. “Nun annamo più a vota’.”

E un mormorio di approvazione si è sollevato dai compagni di corso presenti ieri mattina.

“Non era questo che intendevo. Non è rinunciando al voto che si possono cambiare certi atteggiamenti. E’ che i nostri rappresentanti dovrebbero essere scelti in base al loro valore, preparazione e onestà, anziché in funzione di quanto ci promettono in favori di ritorno.”

La Sposa di Maria Pia

“Ah sor Mae’, ce sarà puro quarche onesto tra de loro, ma la gran massa è ‘n’accolita de buzzuri.” Rafforzò Pompeo il suo punto di vista, improntato al pessimismo. “Ieri sera a Campo de’ Fiori, la piazza è stata assartata dall’hooligans olandesi. L’hanno lasciata come ‘na porcilaia!.. Quelli li chiamamo hooligans e l’artri onorevoli: perché? Perché se menano all’interno der Parlamento? Ma me faccia ‘r piacere!..”

Mentre si svolgeva il confronto non erano ancora accaduti gli scontri delle forze dell’ordine con gli energumeni olandesi in Piazza di Spagna, con la devastazione, il danno alla fontana del Bernini e un’altra porcilaia lasciata sul selciato, ché altrimenti non mi sarei meravigliato se qualcuno dei miei discepoli avesse suggerito di mandare l’intero contingente parlamentare a fronteggiare gli hooligans; di certo il più preparato a menare le mani per render pan per focaccia.

Quando la conversazione prende una piega del genere, purtroppo è difficile replicare. I miei discepoli sono bravi ragazzi, ma son fatti a modo loro e, comunque, nel caso specifico della gazzarra in parlamento era impossibile dar loro torto.

Quanto agli hooligans, proporrei di sopprimere il termine, che potrebbe anche suonare come elogiativo e degno di emulazione a chi non ha dimestichezza con l’inglese, per sostituirlo con il più eloquente delinquenti, onde non lasciare dubbi, negli emuli italiani, di tutto il disprezzo portato verso coloro che usano il calcio per dare sfogo a rabbia repressa e delusioni patite, con le quali non ha niente a che vedere quello che una volta era uno sport.


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