I bisogni di Alemanno e di Giro – Le carote di “frau” Merkel – Schettinate – Quale futuro per Rosy – Le vergogne di Cesa – Lamberto Dini, scorte, salumi e pecorini

Fatti e misfatti di novembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 16 Novembre 2012

I bisogni di Alemanno e di Giro

"Quella di riconfermare Gianni Alemanno sindaco di Roma – ha detto il deputato del Pdl Francesco Giro – è una battaglia in salita. Cercheremo, però, di vincerla. Bisognerebbe avere idee poche, ma chiare".

Beh, allora, Francesco Giro e Gianni Alemanno hanno già in tasca metà del "bisogno": le idee poche. Per quelle chiare, poi si vedrà. 

Dar Ciriola asporto

Le carote di "frau" Merkel

"Basta – ha tuonato Karl Heinz Dake, presidente della tedesca "Federazione dei contribuenti" – con queste sovvenzioni a pioggia spesso, oltretutto, inutili".

Si è così scoperto che anche la Germania di "frau" Angela Merkel, sotto sotto, spreca euro in tutta allegria. E, anche, in tutta assurdità. Un solo esempio: il Ministero della salute ha recentemente finanziato, con 230 mila euro, una ricerca della ditta "Satimex" per colorare le carote biologiche.

Schettinate

"Tutti – ha dichiarato, a "Il Giornale", il comandante della "Costa Concordia", Francesco SChettino – dovranno tutti chiedermi scusa".

E dirgli grazie no?

Quale futuro per Rosy

"Avendo quasi raggiunto diciannove anni di permanenza in Parlamento – ha ufficializzato la presidente del Pd, Rosy Bindi – chiederò, agli organi competenti del partito, la deroga alla norma dello statuto che prevede un massimo di quindici anni".

Gli organi competenti del Pd concederanno, però, questa deroga a Rosy Bindi? Lei ci conta molto. Anche perché, senza un marito, senza un figlio, senza un lavoro, che cosa diventerebbe la sua vita anche senza uno scranno in Parlamento? Giusto la presidenza di un circolo parrocchiale per zitelle. Ammesso, poi, che il parroco e le pie donne fossero propensi a sopportarla.

Le vergogne di Cesa

"Nel mio ufficio ho una foto di Alcide De Gasperi – ha confessato il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa – e, quando la guardo, quasi mi vergogno".

Meno male. Ma la confessione di Lorenzo Cesa sarebbe stata addirittura perfetta, se avesse evitato, alla fine, quell’improprio limitativo "quasi".

Lamberto Dini, scorte, salumi e pecorini

"Quando Lamberto Dini e signora Donatella scendono dalla loro villa sulle colline di Scandicci per andare al mercato del paese e fare la scorta di salumi, asparagi e pecorino, di cui sono molto golosi – è stato notato – si fanno sempre accompagnare dalle guardie del corpo di Stato".

Come dire, insomma, una scorta di poliziotti per una scorta di salumi e pecorini. Ad maiora!.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti