I fiori degli uomini di Maria Francesca Cupane

Giovedì 22 novembre presso la Biblioteca Casanatense (Via di S. Ignazio, 52) la presentazione del volume
Enzo Luciani - 20 Novembre 2012

Giovedì 22 novembre alle 17,30 presso la Biblioteca Casanatense (Via di S. Ignazio, 52) presentazione del volume I fiori degli uomini di Maria Francesca Cupane di Maria Francesca Cupane.

Introduce e modera: Willy Pocino. Interventi di: Fulvia Strano, Paolo Vanacore. Letture di: Gerry Gherardi.

I fiori degli uomini di Maria Francesca Cupane

«Tra i fili verdi ho scorto un fiore bianco: una margherita. In questo periodo dell’anno, invece, le margherite si diradano. Sono sempre di meno e sono avvizzite dal freddo. La colgo, l’annuso, la bacio, ne mangio un petalo: come per assaporarla. Poi tolgo, uno a uno, i petali: come per spogliarla. Me la dà. Non me la dà. Me la dà. Non me la dà. Me la dà. Non me la dà… Me la dà. Me la dà, me la dà. Tutte te la danno, tutte me l’hanno data. Devo solo capire come e quando».
Se non sapessimo chi firma questo libro di racconti, non avremmo dubbi: si tratta di un uomo. Undici voci e presenze maschili hanno qualcosa da svelarci di sé: lo fanno con un tono a volte baldanzoso, spiccio; a volte più lieve, perfino malinconico. Sono pezzi di storie che sembrano già cominciate altrove o comunque destinate a proseguire. I fiori degli uomini è un campionario di tic, debolezze, fragilità maschili, catturate da chi le descrive con un occhio insieme pietoso e spietato. Questi uomini che si guardano allo specchio o corrono nei parchi sentendosi supereroi, questi uomini che “devono tenere il passo”, che tradiscono e poi si pentono, che si sentono dire dai figli “sei il papà più bello del mondo”, che non vogliono invecchiare, che non sanno tenere a freno gli ormoni, a tutte le età; che hanno molte paure e provano a nasconderle, che brindano a sé stessi o al ricordo di un nonno venerato, che a volte si smarriscono – tutti questi uomini somigliano ad altrettanti fiori. Sensuali come orchidee, vitali ed esplosivi come mimose, narcisi come narcisi, talvolta puri come tulipani, orgogliosi come lillà, incerti come margherite. Questi uomini sono raccontati con grazia, divertimento, con un ritmo narrativo veloce e scanzonato. La loro essenza è catturata come un´istantanea: dal disordine dall´insensatezza della vita di ogni giorno, è tratto un istante, una situazione, un gesto. Tutto ciò che appare comune, ordinario ha in realtà molte più ombre e molto più mistero di quanto crediamo. Così, chi firma questi racconti, oltre a far sorridere, riesce a farci vedere sotto un´altra luce le cose comuni. A dirci con naturalezza anche sconvolgenti verità. Non a caso è una donna.

Paolo Di Paolo

 


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