I furbetti del Parlamento – L’ambo secco di ‘Giggino ‘o Sindaco’ – … e ora Cesare Battisti prende pure per i fondelli

I Fatti e i Misfatti di agosto 2011 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 15 Agosto 2011

I furbetti del Parlamento

"I parlamentari – viene l’assicurazione dal Governo e dalle Camere – pagheranno una "una tantum" del 20% sui guadagni eccedenti i 150 mila euro risultanti dal proprio imponibile".

Un momento, tuttavia, prima di applaudire. Poiché diarie e rimborsi vari – che sono, in realtà, il loro vero stipendiò- non vengono però compresi nel loro imponibile, alla fine sarebbero soltanto 523 parlamentari – su 951 – a pagare quell’ "una tantum". Nuovo onorevole arrogante schiaffo al solito italico Pantalone.

L’ambo secco di "Giggino ‘o Sindaco"

"Ventuno e diciannove – è il consiglio che viene dato nelle ricevitorie partenopee – ambo secco sulla ruota di Napoli".

Ma perché proprio 21 e 19? La spiegazione è che quello è l’ambo di "Giggino ‘o sindaco". Ventuno le auto blu che De Magistris, all’indomani della sua elezione, aveva promesso di abolire e di sostituire con più economiche ed ecologiche bici elettriche e, invece, si è poi ben guardato di abolire e di sostituire. Diciannove i contratti che il Comune, alla faccia del momento difficile per gli Enti locali e alla faccia della trasparenza sempre invocata, ha sottoscritto con professionisti esterni e – per di più – a chiamata diretta. E, dunque, incredibile Napoli: appurato che neppure De Magistris potrà essere annoverato nel libro degli amministratori seri ed efficienti, è stato prontamente inserito tra i protagonisti della "Smorfia" (il "libro sacro" dei numeri da giocare al lotto confidando in San Gennaro).

… e ora Cesare Battisti prende pure per i fondelli

"Qui mare, belle ragazze e divertimento – ha dichiarato, ad un settimanale brasiliano, il terrorista pluriomicida Cesare Battisti – rimarrò a Rio per sempre, qui si sta benissimo".

Adotta Abitare A

Il terrorista pluriomicida Cesare Battisti, che il Brasile non ha voluto riconsegnare all’Italia per scontare la sua giusta condanna all’ergastolo, l’Italia, dunque, continua a prenderla per i fondelli. Senza il minimo rimorso e, neppure, senza il minimo pudore. Con il sorriso, addirittura strafottente, sulle labbra. Invece di starsene zitto e riservato. Cercando di farsi almeno dimenticare. Ringraziando in silenzio il suo unico vero dio: quell’ex presidente brasiliano Lula de Silva che, incomprensibilmente, ha fino all’ultimo fatto in modo che scampasse al giusto inferno italiano per aprirgli le porte dorate dell’ingiusto paradiso brasiliano. 


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