I Maneskin vincono il 71° Festival di Sanremo

Francesca Michielin e Fedez si sono fermati al secondo posto. Ermal Meta solo terzo
Maria Giovanna Tarullo - 7 Marzo 2021

Sanremo è quel luogo, per antonomasia, dove chi entra Papa esce Cardinale.

Proprio quando tutti davano per vincente Ermal Meta, il televoto da casa ha sparigliato tutte le carte permettendo ai giovanissimi Maneskin di conquistare il podio della 71°edizione del Festival di Sanremo. I rocker romani sono riusciti, “Zitti e buoni” come il titolo del loro brano,  nell’impresa di battere l’impero dei Ferragnez.


Cosí Francesca Michielin e Fedez si sono fermati al secondo posto  nonostante l’influencer Chiara Ferragni, moglie di Fedez, abbia chiamato a raccolta il suo imponente seguito per televotare il duo. Ironia della sorte, solo pochi anni fa, dietro al bancone di X-Factor c’era proprio Fedez a giudicare il futuro dei Maneskin. Alla fine, invece, per Ermal Meta è rimasto solo il terzo posto.

Un’edizione che rimarrà, di sicuro, nella storia come fotografia di uno dei momenti più bui del nostro paese. Una  distesa di poltrone vuote ha permesso al pubblico di comprendere, se fino ad ora non fosse già stato chiaro, come la vita dopo il Coronavirus non potrà mai tornare come prima.

Sarà la vittoria di un gruppo composto da quattro ragazzi poco più che ventenni ad aprire uno spiraglio verso un nuovo rinascimento sociale e culturale. Dallo schermo è trapelata tutta la voglia di vivere e ribellarsi ad un sistema che va stretto a Damiano, Victoria, Thomas e Ethan.

“Sono fuori di testa ma diverso da loro”, questo l’urlo del cantante Damiano, idolo di mamme e figlie, una generazione che scalpita per imporsi e prendere le distanze dai loro genitori. A sottolinearlo, anche, l’abbigliamento gender-fluid e la decisione di dividersi i fiori sul palco, perché ormai il genere maschile e femminile esiste solo sui libri di grammatica.

Grazie alla lungimiranza di Amadeus, da questa edizione di Sanremo spiccheranno il volo diversi artisti sino a questo momento considerati di nicchia ed ora conosciuti dal grande pubblico. Come Willie Peyote vincitore del Premio della Critica “Mia Martini”, Colapesce e DiMartino vincitori del Premio “Lucio Dalla” della Sala Stampa e Madame vincitrice del Premio “Miglior Testo” Sergio Bardotti.

Una menzione speciale va comunque alla veterana Orietta Berti, talentuosa e spiritosa, che ha dimostrato di avere una grinta da vendere.

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Anche quest’anno cala il sipario sull’Ariston con la speranza che il prossimo Festival possa aprirsi con l’inquadratura su un folto pubblico ed il suono di un applauso fragoroso.

 


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