I mesi del lockdown, sono solo un lontano ricordo?

È importante fare il test, per te e chi ti sta intorno. Tira su la mascherina, l’emergenza non è finita!
Alice Sola - 15 Agosto 2020

Appaiono lontani i canti dai nostri balconi durante la quarantena, la corsa all’acquisto delle mascherine, le mancate strette di mano e i disinfettanti da borsa. Con l’arrivo della bella stagione e della semi-libertà, i sacrifici fatti nei mesi scorsi per limitare i contagi da Covid-19 sono caduti nell’oblio.

Addio mascherine, addio distanza sociale. Siamo invasi da immagini di spiagge affollate, ristoranti con camerieri sprovvisti di mascherine, discoteche piene di giovani che aspettano l’alba. Nelle scorse settimane abbiamo creduto di averla scampata, che il peggio fosse passato e con l’allentamento delle misure restrittive abbiamo preparato le nostre valigie e siamo saliti sul primo autobus, treno o aereo che sia stato e ci siamo goduti quella che è sembrata essere la riconquista della nostra libertà perduta.

Ci siamo dimenticati per un attimo dello stato di emergenza in cui versavamo, e ora con il nuovo innalzamento dei contagi ci stiamo tutti rendendo conto che il virus c’è, circola ancora tra noi e noi abbiamo fatto finta di non vederlo. Non solo giovani – come si dice nei tg – ma anche adulti, sono ora responsabili del nuovo aumento dei contagi. Ne siamo tutti responsabili. Siamo stati tutti un po’ incoscienti.

Tra ristoranti e locali, tra baci e abbracci, il virus incombe di nuovo sulle nostre teste. Non si può andare a scuola, non si può tornare a lavoro, non si può partorire con vicino il proprio compagno ma si può (ci è permesso) andare in locali affollati in cui non vengono rispettate in alcun modo le linee guida per il contenimento del virus.

La responsabilità di questa falla nel sistema, a chi può essere attribuita? Alla mancanza di controlli o di buon senso? Pensavamo, illusi, che quei mesi chiusi in casa, a fare la spesa online, ad impastare chili e chili di farina ci avrebbero aiutato a farci scoprire nuovi e più umani ma i nostri “15 minuti di gloria” nel postare foto di paesaggi incantati e feste colorate sui social, ci ha riportati alla realtà: non siamo cambiati, anzi. La nostra libertà e il nostro menefreghismo hanno avuto la meglio sulla protezione del prossimo e di noi stessi. Gli abbracci, le serate con gli amici (e non) e la spiaggia affollata hanno vinto su quel momento in cui tutto il mondo si è fermato, e ora, i medici-eroi sono caduti nel dimenticatoio.

E no, non è andato “tutto bene”, perché le vittime ci sono state e ci saranno, le nostre strutture ospedaliere non ce la faranno di nuovo a sostenere l’onere di una nuova ondata e la nostra economia fa acqua da tutte le parti. E una festa in discoteca non può valere tutto questo. Eppure “c’eravamo tanto amati” dalle nostre finestre, come abbiamo potuto dimenticare quello che abbiamo vissuto?

Per quel che si può, possiamo ancora limitare il danno. Se stai tornando da una vacanza in regione, extra-regione o dall’estero, prima di riabbracciare i tuoi cari e rischiare di metterli in pericolo, scegli di fare il test sierologico in ospedale. È il primo passo per individuare la presenza di anticorpi IgG che si rintracciano nel sangue dopo un paio di settimane dal contatto con il virus.

Dove si può effettuare il test?

Sul sito della Regione Lazio https://www.salutelazio.it/test-sierologici , ci sono tutte le informazioni utili per come e dove effettuare il test sul nostro territorio ed è tutto molto semplice. Ci si può sottoporre al test sierologico nei laboratori analisi pubblici e privati abilitati, muniti di ricetta bianca del medico curante e tessera sanitaria. All’interno della ASL Roma 2, tra le strutture ospedaliere pubbliche che effettuano il test sierologico, troviamo: il Policlinico Universitario di Tor Vergata, l’ospedale Sandro Pertini e l’ospedale Sant’Eugenio https://www.aslroma2.it/attachments/article/664/Elenco%20Laboratori%20Analisi%20abilitati.pdf . Il test sierologico nelle strutture pubbliche ha un costo di €15,23.

È importante fare il test, per te e chi ti sta intorno.

Tira su la mascherina, l’emergenza non è finita!

 

Alice Sola


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