I motivi del ritardo nell’apertura della galleria Cassia del GRA

Che è condizionata al completamento di ulteriori opere da parte dell'Ente costruttore
di Maria Chiara Menichelli - 20 Luglio 2011

Il 30 giugno è stato finalmente aperto al traffico il tratto della carreggiata interna del Grande Raccordo Anulare (GRA) di Roma che passa attraverso la nuova galleria Cassia, ultimo tra gli interventi previsti per l’adeguamento dell’intera autostrada A90 e i cui lavori tante ore di fila aveva causato negli ultimi anni. L’apertura della galleria rende così fruibile l’intera carreggiata interna del Quadrante Nord Ovest, mentre il corrispondente tratto in carreggiata esterna, in prossimità dello svincolo Cassia, era stato già aperto al traffico il 27 novembre 2008.

I lavori per la galleria Cassia sono iniziati nel novembre 2008, con un investimento di 30 milioni di euro e hanno goduto di un contributo finanziario di 2,9 milioni di euro da parte della Commissione Europea. Nella primavera 2010 i lavori principali della galleria sono stati completati ma il cantiere fu sequestrato per accertamenti.
Ma perché si era parlato di un sequestro per accertamenti? Perché quattro famiglie si erano ritrovate l’11 maggio 2010 sgomberate dai propri villini anni Cinquanta sulla Cassia all’altezza del Raccordo (ubicati via Volusia ai civici 81 e 83), divenuti pericolanti, a loro dire, dopo l’apertura del cantiere sulla corsia, in seguito ai lavori per la costruzione di una galleria interrata per la terza corsia del GRA da parte dell’Anas, che sta effettuando inchieste interne per accertare le proprie responsabilità.
La scorsa estate c’è stato un colpo di scena. A seguito dei numerosi esposti presentati da parte dei residenti in via Volusia, assistiti dagli avvocati Massimo Ozzola, Massimo Ciardullo, Rina Izzo e Francesco Maria Graziano, il pubblico ministero Maria Bice Barborini ha chiesto ed ottenuto dal Gip Giuseppe De Donato il sequestro preventivo di tre cantieri sul Gra nei pressi della via Cassia, per salvaguardare l’area e metterla in sicurezza, in ragione di un concreto rischio di crollo e al fine di accertare le responsabilità dell’ente costruttore e delle persone coinvolte. Le indagini sono tutt’ora in corso.

Nel frattempo sono stati effettuati dei lavori da parte dell’ANAS, nell’area in questione, monitorati dalla Procura al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza ed è proprio il regolare svolgimento di questi lavori che ha permesso il disseguestro da parte della magistratura ed ha consentito il 24 giugno la riapertura della galleria, seppur condizionata al completamento di ulteriori opere da parte dell’Ente costruttore.


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