I nomadi del Foro Italico bloccano la conduttura d’acqua alla comunità di filippini

Inches(PDL): "40 – 50 famiglie alla disperazione in via Foce dell’Aniene"
Enzo Luciani - 5 Ottobre 2009

Pochi giorni fa il consigliere Massimo Inches si era recato in via Foce dell’Aniene, insieme a fotografi e giornalisti di quotidiani nazionali, per conoscere la situazione di vivibilità dei cittadini filippini residenti nelle favelas abusive, a ridosso del fiume Tevere.
Alcuni di loro avevano confidato che per avere l’acqua comunale nelle loro abitazioni, utilizzavano una tubazione proveniente dal vicino campo nomadi del Foro Italico, e che per tale servizio pagherebbero 20 €uro al mese ai rom, ognuna delle 40 – 50 famiglie di filippini. Questa situazione è stata denunciata dal consigliere Inches alle Forze dell’Ordine ed alle Istituzioni comunali e riportata su quotidiani e blog romani, suscitando molto clamore.
 

"Puntualmente – dichiara Inches – sono arrivate le intimidazioni a me e alle persone che sono state intervistate, oltre all’interruzione del flusso idrico da parte dei rom. Grazie ai ripetuti interventi della Polizia, si era riusciti inizialmente a ripristinare il collegamento dell’acqua nel campo nomadi del Foro Italico, ma da alcuni giorni la comunità filippina ne è completamente sprovvista. Questa situazione sta mettendo in ginocchio le numerose famiglie in via Foce dell’Aniene, in cui vivono numerosi bambini che frequentano regolarmente la scuola; le donne svolgono l’attività di colf e badanti e gli uomini sono operai, conducendo, nonostante le avversità, una vita dignitosa ed onesta, tutti con regolare residenza presso gli uffici comunali. Per colmo di sventura la più vicina fontanella pubblica si trova a circa 2 Km, in piazza Vescovio.
Oggi – continua Inches – ho presentato nel 2° municipio una mozione urgente, che sarà discussa giovedi 8 Ottobre, per richiedere di approvvigionare con acqua potabile la comunità dei cittadini filippini, anche con autobotti dell’Acea o della Protezione Civile, per non portare alla disperazione i nuclei familiari, che oramai sono una realtà riconosciuta.
Ben diverso il trattamento riservato al campo abusivo del Foro Italico, impunito da 20 anni, che il Comune ha rifornito di acquedotto e bagni chimici, ignorando la maxidiscarica a cielo aperto sul terreno da loro occupato, a pochi metri dal Tevere, dove non si sa cosa sia depositato".


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