I perché no di molti del Pdl alle elezioni – I privilegi di chi? – L’ovvio di Emilio Fede

Fatti e misfatti di novembre 2011 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 12 Novembre 2011

I perché no di molti del Pdl alle elezioni

"Molti del Pdl – stanno riportando i giornali – continuano a spingere contro le elezioni immediate e per un Governo di transizione".

Ma chi sono questi molti? Letti i loro nomi, tre le categorie. La prima: quelli che puntano a restare ministri anche nel Governo di transizione. La seconda: quelli che temono di perdere in anticipo il loro scranno di parlamentari e di non essere rieletti. La terza: quelli che non hanno ancora raggiunto il diritto alla pensione. Anche se, poi, si guardano bene dal pubblicizzare la loro scelta con questi motivi terra-terra. Ma la contrabbandano come una responsabile e nobile scelta per il bene del Paese. Vergogna!

I privilegi di chi?

"Occorre innanzitutto – continua a dichiarare il Presidente del Consiglio "in pectore" Mario Monti – cancellare ogni privilegio di quasi tutte le categorie sociali".

Si starà a vedere, ove il professor Mario Monti dovesse essere in effetti designato nuovo Presidente del Consiglio, se riuscirà a farsi approvare, in Parlamento, la cancellazione di tutti i privilegi dei quali stanno godendo deputati e senatori. A meno che, con quel suo "quasi tutte", non intendesse escludere proprio la casta parlamentare. Oppure che, con la definizione "categorie sociali", non intendesse soltanto le varie categorie di lavoratori.

L’ovvio di Emilio Fede

"Se Berlusconi dovesse lasciare la politica – si è confidato, in una trasmissione su Rai2, Emilio Fede – io lascerei il Tg4".

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Più che normale. Che cosa dovrebbe restare a fare, al Tg4, con un Silvio tornato a tutto campo nel privato? Non più bisognoso, cioè, di Fede e della di lui fede?


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