I progetti degli scali portuali di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta

Illustrati da Pasqualino Monti in Commissione regionale Pmi
Enzo Luciani - 21 Settembre 2011

Diciassette milioni di tonnellate di merci e quattro milioni e settecentomila passeggeri tra navi da crociera e traghetti ogni anno. Sono questi i numeri che fanno del network portuale del Lazio, composto da Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, uno dei principali nodi del traffico marittimo nel Mediterraneo. In particolare Civitavecchia, con i suoi 2,5 milioni di passeggeri, quest’anno è diventato il primo porto per navi da crociera, superando Barcellona. A dichiararlo è stato Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, nel corso di un’audizione che si è tenuta oggi nella commissione Pmi, commercio e artigianato del Consiglio regionale del Lazio.

Alla presenza di quasi tutti i membri della commissione presieduta da Francesco Saponaro (Lista Polverini) e dell’assessore regionale alle attività produttive, Pietro Di Paolo, Monti ha anche illustrato gli investimenti che l’Autorità ha effettuato insieme al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e alla Regione Lazio per potenziare i tre scali. “Per Civitavecchia – ha spiegato Monti – ad agosto abbiamo indetto le gare per costruire nove nuovi attracchi per il traffico nazionale, una darsena servizi e il prolungamento antemurale, grazie ad un investimento di 193 milioni di euro, di cui 143 milioni del Cipe e 50 di nostro cofinanziamento. Sempre a Civitavecchia – ha aggiunto il presidente – ci sono anche 170 milioni di euro stanziati dalla società privata Compagnia porto di Civitavecchia per costruire due nuove banchine nella darsena energetica grandi masse e altri 35 milioni di euro privati per l’ampliamento antemurale e la creazione di nuovi attracchi per navi da crociera”. Per quanto riguarda Fiumicino, Monti ha dichiarato che sono stati stanziati 60 milioni di euro, di cui 9 da parte della Regione Lazio nella legge Finanziaria di quest’anno e il resto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per creare due attracchi per navi da crociera, due per i traghetti verso le isole e una darsena per i pescherecci. Per il futuro, il presidente dell’Autorità ha auspicato che venga finalmente realizzato il progetto di rendere il fiume Tevere navigabile. Con riferimento a Gaeta, infine, Monti ha dichiarato che, risolti alcuni contenziosi che avevano di fatto bloccato lo sviluppo del porto, sarà realizzata la seconda fase del dragaggio che aumenterà la superficie da 40 mila a 160 mila metri quadrati, con un investimento di quasi 40 milioni di euro, grazie ai 29,9 stanziati dal Ministero e agli 8,5 dell’Autorità. “Sempre a Gaeta – ha aggiunto Monti – abbiamo da poco stipulato un protocollo d’intesa con l’Eni, per poter sfruttare il pontile petrolifero per gli attracchi delle navi da crociera”.

In conclusione, il presidente dell’Autorità ha sottolineato le enormi potenzialità dei tre porti laziali, “soprattutto Civitavecchia – ha detto – ha una posizione strategica, gode di ottima situazione geofisica, ha acque profonde fino a 22 metri e spazi retrostanti enormi. Questi fattori ne fanno un hub centrale nel mediterraneo, capace di attrarre investitori e aziende che attualmente spendono di più utilizzando altri porti. Basti pensare che circa 750 mila container destinati a Roma e provincia arrivano dai porti di Napoli e Livorno. I porti laziali – ha concluso Monti – potrebbero davvero assumere un ruolo leader nel traffico marittimo del mediterraneo, sia quello mercantile che quello turistico. Ma per fare questo le istituzioni devono impegnarsi a potenziare le reti infrastrutturali sul territorio, per collegare in maniera rapida ed efficace gli snodi con le grandi arterie, sia stradali che ferroviarie, soprattutto quelle che fanno riferimento ai cosiddetti corridoi europei 1 e 5”.

"Con questa audizione – ha dichiarato il presidente della commissione Francesco Saponaro – inizia l’operazione di sensibilizzazione per la creazione del primo Distretto della logistica del Lazio. L’ampliamento del porto di Civitavecchia comporterà l’istituzione del più importante bunker petrolifero delle navi del Mediterraneo, il potenziamento del settore del crocerismo, unico campo che non risente della crisi economica mondiale. Dalla relazione del presidente Monti – ha aggiunto Saponaro – traspare la volontà di essere soggetto primario del Lazio e, considerato anche l’interesse da parte della bassa Toscana e dell’Umbria nel ritenere Civitavecchia principale via di comunicazione, ho chiesto di valutare l’ipotesi di rendere lo scalo Porto franco. Inoltre – ha concluso Saponaro – la creazione di un distretto potrebbe dare vero ossigeno alle imprese, mentre la realizzazione di importanti infrastrutture, quali il potenziamento di nuovi collegamenti stradali e la costruzione delle banchine, creeranno nuovi posti di lavoro. Da Tarquinia a Gaeta una piattaforma logistica per dare nuovo impulso anche alla Fiera di Roma affinché diventi vero polo fieristico”.


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