Ignazio in picchiata sui “marò” – Buongiorno, baronessa Ashton – Maledetto congiuntivo

Fatti e misfatti di dicembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 22 Dicembre 2012

Ignazio in picchiata sui "marò" 

"Metto a disposizione dei due "marò" Salvatore Girone e Massimiliano La Torre – ha proposto l’onorevole Ignazio La Russa nel presentare la nuova formazione politica "Fratelli d’Italia" – i nostri posti migliori in lista".

Diavolo, ancora una volta, di un Ignazio. Nemmeno l’onorevole Adriana Poli Bortone aveva finito di ipotizzare questo poco onorevole sotterfugio per evitare ai due "marò" un eventuale processo in India, che ecco lui buttarsi in picchiata a formalizzare la "furbata". Primo al traguardo, dunque, nella convinzione – c’è da giurarci – di riuscire a racimolare un voto in più, alle prossime politiche, da qualche "fratello d’Italia" pseudopatriota o "filopatacca". Un bel biglietto da visita – non c’è che dire – per il sempre più diabolico Ignazio, il sempre più gigante Guido Crosetto e la sempre più bambina Giorgia Meloni. Al di là di tutto questo ciarpame, naturalmente, gli auguri più cari a Salvatore Girone e a Massimiliano La Torre. Di buone feste a casa e, soprattutto, di ritornare una seconda volta dall’India, dopo che ci saranno ritornati mantendendo la parola data, a bordo di un bastimento carico di loro diritti sacrosanti finalmente riconosciuti.

Buongiorno, baronessa Ashton

"L’Unione europea – ha comunicato l’Alto rappresentante per la politica estera, Catherine Margaret baronessa Ashton di Uphillon – accoglie con favore la licenza natalizia accordata dall’India ai due "marò" italiani".

Buongiorno, dunque, alla nobilissima baronessa Ashton di Uphillon la quale, dopo avere dormito per undici mesi su venti materassi, venti guanciali e venti cuscini – come nella celebre fiaba di Christian Andersen – si è finalmente accorta del "pisello marò italiani" sotto il suo giaciglio comunitario. E la quale, una volta ridestatasi, invece di andare a farsi mangiare dal lupo della vergogna, è rimasta tranquillamente, a ballare i suoi valzer stonati, nei sontuosi saloni della Corte europea.

Maledetto congiuntivo

"Tra il milanese El Shaarawy e il romanista Lamela – ha scritto, in una sua nota su "Il Messaggero", Paolo Liguori – chi è più utile, chi sarà più decisivo? Il congiuntivo è d’obbligo".

Il congiuntivo? Ma, se il riferimento voleva essere a "chi è più utile?", allora l’indicativo presente. Se voleva essere invece a "sarà più decisivo?", allora il futuro semplice. Maledetto sia, dunque, il diabolico congiuntivo: quanti peccati si continuano a fare, infatti, per lui…


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