Ignazio l’urtato – La giusta indignazione di Alessandro Sallusti – Il “risiliente” di Palazzo Chigi

Fatti e misfatti di novembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 27 Novembre 2012

Ignazio l’urtato 

"Ignazio La Russa – hanno raccontato le cronache del "gossip" – quando l’altro giorno, a Montecitorio, è stato casualmente urtato dalla collega Manuela Repetti, ha avuto una sgarbata reazione di disappunto".

Ma c’è da capirlo quel povero diavolo di Ignazio: con quello che potrebbe crollargli addosso con lo sfascio del Pdl, è già abbastanza urtato per conto suo.

La giusta indignazione di Alessandro Sallusti

"Non è vero – si è indignato il direttore de "Il Giornale", Alessandro Sallusti – che io abbia chiesto i domiciliari e neppure che io li abbia chiesti in casa di Daniela Santanché".

Giusta indignazione. Perché Alessandro Sallusti ha sempre fatto sapere che non avrebbe mai elemosinato la scorciatoia dei domiciliari e Alessandro Sallusti è uomo d’onore. Ma è anche uomo saggio: come avrebbe potuto chiederli, addirittura, in casa di una come Daniela Santanché?

Resiliente, non risiliente

"No – è stato meglio accertato – la nota di Palazzo Chigi non ha definito l’occupazione lavorativa in Italia "risiliente", ma "resiliente"".

Una "i" assassina, dunque, da sostituire con una "e". Resiliente, perciò, dal latino "resiliens", participio presente del verbo "resilere". Ma che cosa significa il verbo latino "resilere"? Significa molte cose: saltare indietro, rimbalzare, restringersi, raggrupparsi, accorciarsi, saltare via, desistere, abbandonare. E, allora, quale dei vari significati ha voluto dare all’occupazione italiana la nota di Palazzo Chigi? Occupazione saltante indietro, rimbalzante, restringentesi, raggruppantesi, accorciantesi, saltante via, desistente, abbandonantesi? Il mistero della nota di Palazzo Chigi, quindi, rimane sempre. Come rimane sempre il mistero del perché i tecnici e i professori del Governo continuino ad esprimersi in inglese o , semmai, in latino. A non parlare, insomma, come mangiano. Ad essere comprensibili sempre da tutti. A meno che quella di essere incomprensibili dalla massa della gente non sia una scelta voluta. Questa volta, nel caso specifico, per non confessare chiaro e tondo che l’occupazione lavorativa, in Italia, è aumentata. Drammaticamente aumentata.


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