Il bene comune del futuro

Abbiamo bisogno di Grandi Economisti e Politici visionari
GiProietti - 4 Dicembre 2020

Mi è molto piaciuto l’articolo di oggi 4 dicembre su “Repubblica” ( “La Finanza del Futuro”), con cui Alessandra Perrazzelli, del Direttorio della Banca d’Italia e sua Vice DG, ha presentato Milano Hub, un centro di innovazione per sostenere l’evoluzione digitale del mercato finanziario italiano.

Per ora la BdI lo ospiterà nella sua sede di via Cordusio, ma si sta studiando l’apertura di una nuova sede ad esso dedicata.
Si vuole continuare a garantire stabilità ed efficienza al nostro sistema finanziario, ma in tempi più veloci e tra i cambiamenti indotti dalla trasformazione digitale. L’obiettivo è dare supporto ed “assistenza agli operatori privati per lo sviluppo di progetti innovativi, anche collaborando con soggetti pubblici, verificando qualità e sicurezza delle proposte”.

Premesso che io non sono un economista, vorrei esprimere qualche “nota bene”.
Quando nel mio campo, l’ingegneria nucleare, entrarono in modo dirompente i benefici della digitalizzazione e dell’informatizzazione, i risultati migliori si ottennero nell’ottimizzazione del funzionamento del sistema generale di gestione e delle sue interfacce (velocità di scambio di dati, altissima quantità di pareri a confronto, maggiore trasparenza nell’interpretazione degli incidenti, che tutti ricordano).

Laboratorio Analisi Lepetit

Ma la politica profonda sulla tipologia di sviluppo delle tecnologie nel mondo, sulle scelte di quale tipo di ciclo di combustibile attuare, su quali investimenti fare per rendere più sicura la non proliferazione o lo smaltimento definitivo dei rifiuti ad altissimo tempo di dimezzamento…non furono affatto influenzati da questa ottimizzazione della gestione dei dati, perché l'”intelligenza” e il “seed” dei grandi problemi è sempre nei neuroni degli uomini, politici scienziati esperti imprenditori del settore skateholders associazioni opinion makers…
Allora: se il Milano Hub, pensato dai grandi esperti della Banca d’Italia, sentiti i maghi della finanza della nostra Capitale economica, vuole migliorare gli “attuali” processi finanziari, innovati, guidati da procedure affinate e più adeguate, con l’obiettivo di massimizzare il profitto dei cittadini coinvolti, affermo che esso è una risposta limitata nel tempo, per fare “tattica” finanziaria”, che tra poco rischia di cadere nella miopia.
I problemi economici adesso vanno inquadrati in un contesto piu’ strategico, a lungo e lunghissimo termine.

Il problema della indifferibile difesa globale dell’ambiente, quello della disponibilità delle risorse energetiche ed alimentari, quello della qualità della vita degli uomini, che, Covid insegna, devono trovare altri paradigmi nel dedicarsi agli affetti, allo studio, al lavoro, al tempo libero e al volontariato…impongono una visione della grande Economia indirizzata completamente al Bene Comune, di tutti e di tutte le Nazioni.

Non è più tempo di piccole visioni ferme al quia, di obiettivi “finanziari” che arrivano al massimo da Milano a Francoforte!
Abbiamo bisogno di Grandi Economisti e Politici visionari!
Non solo Milano Hub, ma un sistema interconnesso di hubs distribuiti in tutta la Terra, che trattino i parametri che regolino e ottimizzino il raggiungimento del BENE COMUNE, di tutti, come il sistema degli osservatori meteorologici gestisce le previsioni del tempo (difficilissime, dal punto di visto scientifico), e quello dei sistemi di controlli radioattivi della IAEA, organo delle Nazioni Unite per l’Energia Nucleare, fa per la misurazione della radioattività in tutti i continenti.
La Banca d’Italia e gli Scienziati ed Economisti Civili Italiani sono in grado di tracciare nuovi scenari più ampi, per avvicinare la tattica alla Strategia!

E allora, coraggio!!!

 

GiProietti


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