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Il Bilancio Partecipato nel Sesto municipio

Effettuate 10 assemblee con 600 presenze, consegnati 2150 moduli della partecipazione. Si sta concludendo l’iter democratico
di Nicola Capozza - 28 Dicembre 2009

La società civile del Sesto Municipio, per l’anno nuovo, s’è fatta un bel regalo. Quello di contare e decidere, per la prima volta nel territorio istituzionale, cosa e dove destinare le risorse per migliorare la qualità alla vita nei quartieri.

Queste le cifre della mobilitazione: 10 le assemblee effettuate, 600 circa le presenze tra i cittadini, 2150  “moduli della partecipazione”  consegnati. Cifre, queste, senz’altro superiore a quelle di altri Municipi che hanno svolto lo stesso percorso, ma, soprattutto, rilevanti anche per la qualità dei contatti vis-à-vis con gli studenti delle scuole superiori.

Chi ha caricato la molla dell’evento partecipativo presso l’istituzione locale sono stati due giovani (insieme non arrivano a 60 anni) residenti: Claudio Caprioli (presidente dell’associazione Methexis) e Dario Minghetti (presidente dell’associazione Fusolab), i quali, di concerto e su delega del Presidente del Sesto Municipio, che ha colto in pieno la positività del progetto finanziato dalla Regione Lazio, ne hanno gestito e diretto il percorso giunto quasi al capolinea.

Nell’incontro che abbiamo avuto con loro ci hanno illustrato i risultati di questa iniziativa. Iniziamo dal voto espresso dai cittadini chiamati a scegliere le priorità di spesa delle risorse da destinare sui quattro macro-ambiti proposti dal sondaggio (Mobilità e Ambiente, Politiche Giovanili, Lavori Pubblici, Politiche Sociali).

1. La graduatoria delle priorità degli ambiti d’intervento scelte dai cittadini.

Primo, con 1422 voti espressi, è il settore “Mobilità, Ambiente, Urbanistica, Verde pubblico.

Secondo, con 1215 voti, è l’ambito “Politiche Giovanili, Culturali, Sport.

Terzo, con 922 voti, è il settore Lavori Pubblici (strade, parcheggi, ecc…).

Adotta Abitare A

Quarto, con 330 voti, è il settore Politiche Sociali.

Nel quadro su esposto c’è una richiesta, trasversale a tutti i settori prescelti: quella degli “Spazi”, cioè dei luoghi per incontrarsi e per svolgere le diverse iniziative. Inutile dire che quelli attuali non bastano.

Gli spazi. Chi li ha visti? Sembra, in effetti, che non vi siano.

Ma si pensi per esempio ai vantaggi che potrebbe offrire un cambio di cultura abitativa se, ad esempio, i costruttori di case pensassero a luoghi di incontro condominiali per i giovani anziché preoccuparsi di realizzare solo posti auto (aiuto! sentiamo già le proteste per questa proposta “eversiva”).

C’è, insomma, per tornare al nostro discorso, una voglia di socialità e di produzione culturale che non deve essere soffocata, ma per questo servono, appunto, le aree dove realizzarle. Non necessariamente nuove, perché, ad esempio ci sono spazi vecchi che possono essere riconvertiti e utilizzati meglio secondo i desideri dei cittadini, senza così gravare molto sulle voci di costo.

A tal proposito, il pronunciamento espresso dai pareri delle assemblee ha visto un forte consenso per destinare il Casale Garibaldi di Villa De Sanctis ad uso prevalente di Centro Giovanile e culturale. Stesso discorso per un altro spazio, fra i diversi discussi (Villa Berta, Deposito birreria, cinema Impero, ecc.), segnalato nel corso del confronto di bilancio: quello della “rampa”, al piano interno della scuola “Lattanzio”.

2. Cosa succederà ora?

L’ultimo step del bilancio partecipato per il Sesto, dopo il pronunciamento dei cittadini, sarà la riunione del cosiddetto tavolo tecnico-scientifico, formata dal Municipio e dai rappresentanti delle associazioni che hanno curato il progetto democratico, i quali dovranno tirare le somme delle proposte votate dai cittadini per inoltrarle come controproposte, in allegato, al Comune di Roma per le decisioni finali.

Il Municipio si è impegnato a realizzare comunque due proposte votate per ogni ambito dei quattro settori d’intervento votati, anche senza l’accettazione dei pareri da parte del Campidoglio.

3. Il clima che si è respirato nei dibattiti

Ambivalente, ci tengono a ribadire i nostri interlocutori, e variabile da zona a zona.

Da una parte, insomma, c’era la voglia di pesare nelle scelte amministrative e di governo; dall’altra, però, serpeggiava un’aria di sfiducia e di critica per le reali possibilità di ottenere risultati tangibili. D’altronde, com’è noto, il Municipio non ha autonomia di bilancio. Il Municipio può solo esprimere “pareri ai sensi dell’art. 6 del regolamento sul decentramento”.

Infine, forse per la disabitudine dei residenti a ragionare del bilancio di tutto il Municipio e non solo dei problemi di quartiere, il confronto pubblico ha manifestato una certa frammentazione delle richieste di servizi e di opere, facendo così perdere di vista il contesto più generale.

4. I limiti della consultazione democratica

Il limite più evidente, tenendo soprattutto conto della rilevante composizione interetnica demografica del Municipio, è stata la completa assenza alle assemblee degli stranieri residenti.

Per fortuna, sottolineano Claudio e Dario, molte proposte consegnate negli appositi moduli suggerivano iniziative proprio a favore della integrazione degli immigrati con la nostra realtà sociale. Non solo. E’ stata avanzata la proposta di costituire presso il Municipio una Consulta permanente per i problemi legati all’immigrazione.

Infine, per migliorare l’aspetto della comunicazione e della partecipazione, anche in vista della discussione del bilancio 2011, i cittadini chiedono che apra nel Sesto un “Ufficio Partecipazione” e, aggiungiamo, “Comunicazione” (che non significa solo Informazione). Cioè un centro di ascolto e di elaborazione progettuale permanente, professionalmente preparato e, soprattutto, motivato nelle finalità specifiche, che operi ogni giorno e non solo nelle scadenze canoniche istituzionali.

Info: www.6partecipe.net; – info@6partecipe.net.


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