Il ‘bum’ del Cavaliere furioso – Silvio come il ‘Montalcino’ – Facce nuove e facce di bronzo -Se tutti i Berlusconi non vengono per nuocere

Fatti e misfatti di dicembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 9 Dicembre 2012

Il "bum" del Cavaliere furioso 

"Arriva, non arriva – è stato il ritornello degli ultimi giorni – e alla fine, poi, è arrivato".

Sì, il Cavaliere furioso è arrivato, dunque, sul suo schiumante cavallo bianco. E ha fatto "bum". Perchè, seppure non c’è stata l’apocalittica fine del mondo, c’è stata la fine di tante altre cose: delle primarie Pdl fissate per il 16 dicembre prossimo, della fronda che in molti avevano imbastito nel partito contro di lui, soprattutto del Governo Monti. Ma a far sorridere molti non è stato tanto questo irruento riproporsi in prima linea per salvare l’Italia politica ed economica. A far sorridere di più è stato il rapido genuflettersi davanti a lui tornato in armi sul suo schiumante cavallo bianco, di tanti suoi "angeli" che, avendo ceduto ad una improvvisa superbia, si erano palesemente ribellati. Che ne sarà, però, di loro? Si starà a vedere se il Cavaliere furioso, iniziata la sua personale Apocalisse, sarà disposto a perdonarli e ad accoglierli nel suo nuovo regno oppure se, terribile nel suo sdegno, li caccerà nel più profondo inferno. Nel girone dei ribelli, degli ignavi e delle facce molto, molto così.

Silvio come il "Montalcino"

"Abbiamo cercato a lungo un Berlusconi del ’94 – così il Cavaliere ha motivato il suo roboante ritorno in campo – ma non l’abbiamo trovato. E, così, eccomi qua"

Sfortunato Paese, l’Italia. Nonostante lunghe ricerche, infatti, non si riesce ormai a trovare più neppure un "Montalcino" del ’94. E così, oggi, non restano che un "Montalcino" e un Berlusconi del 2012.

Facce nuove e facce di bronzo

"Non c’è dubbio – ha rassicurato, comunque, il Cavaliere ritornato – non c’è dubbio che, anche nel Pdl, servano facce nuove".

Lui, infatti, è arrivato solo ieri dallo spazio quasi come uno sconosciuto ET. Ci sarà mai qualcuno che, incontrandolo per la strada o vedendoselo comparire sui teleschemi, se ne possa uscire dicendo: "Toh, una faccia finalmente nuova. Chi sarà costui? Da dove caspita arriverà?" Solo che, a rimproverargli una sua "anzianità di servizio" in politica, si sono subito esibiti due personaggi che, a forza di stare in politica, ci hanno fatto le ragnatele: Pierferdinando Casini da 32 anni e Gianfranco Fini addirittura da 35. Sì, come sentenzia il vecchio proverbio,"il bue che dice cornuto all’asino".

Se tutti i Berlusconi non vengono per nuocere

"Beh – ha sorriso sornione dopo l’annuncio delle proprie dimissioni irrevocabili, il "premier" Mario Monti – se non altro, ora, avrò le mani più libere in politica".

Il che, tradotto dal linguaggio accademico-politichese in linguaggio "parla come magni", starebbe a testiomiiare come Mario Monti , alla fine, non è che ce l’abbia tanto con quel Silvio Berlusconi il quale, con il suo nuovo irrompere nella politica politicante lo ha costretto a concludere il suo soggiorno tecnico a Palazzo Chigi. Ora, infatti, Mario Monti potrà parlare liberamente, liberamente schierarsi e liberamente provvedere al suo futuro. Senza dover attendere, per farlo con meno tempo e più difficoltà, alla fine del suo mandato. Toltosi il pensiero di come continuare a tenere a bada i "suoi" conti con sempre nuovi sacrifici da chiedere ai cittadini, eccolo dunque lì, sereno e tranquillo, a valutare se, fra qualche mese, gli converrà correre di nuovo alla carica di "premier" (questa volta, però, non tecnico ma politico) o tentare il salto al Quirinale. Insomma, come tutti i mali, tutti i Berlusconi non vengono per nuocere. Almeno per lui.


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