Il Carnevale che continuò anche in tempo di Quaresima

Il passeggio delle mascherine
Ettore Visibelli - 16 Marzo 2020

Sono all’ottavo giorno dei domiciliari a cui sono stati condannati tutti i cittadini italiani, di ogni ordine e grado. Il tempo è buono, l’inverno mite e da un certo punto di vista è davvero un peccato dover restare chiusi in casa, con un quarto d’ora d’aria risicato, da godere sul terrazzo che dà sulla strada. Pochi i passanti e rari i mezzi a motore da censire.

Semmai, il divertimento consiste nel contare quanti pedoni transitano muniti delle più variegate mascherine su naso e bocca, e quanti abbiano deciso di farne fatalisticamente a meno, mantenendo tuttavia il rispetto della distanza; evitando al contempo di dar luogo a un assembramento; rispettando la regola che: in due gli italiani per lo più parlano di sesso, in tre discutono di politica e in quattro quasi sempre fondano un partito.

Le mascherine hanno molteplici forge. Si va da quelle super-economiche di fabbricazione casalinga, tra le quali risalta, come una trovata di gusto sesso-igienico, la mascherina realizzata sovrapponendo le coppe di un reggiseno (occorre almeno una quarta), fissato sul volto a protezione di un possibile contagio. Ho domandato a un amico quale motivazione gli avesse stimolato l’invenzione e la risposta è stata che, in aggiunta alla prevenzione del contagio, respirare attraverso un reggipetto della compagna gli forniva l’illusione di ricordare il profumo di quel seno prosperoso, ahimè da tempo immemore (ormai ben sette giorni!) caduto nell’oblio del proibizionismo. Lui costretto a Roma nel loro nido d’amore, lei, colta dallo scoppio della pandemia al paese natio di Poggio al Melo, per le seconde nozze della nonna vedova col Maresciallo in pensione dei Carabinieri del paese. Mortacci loro! È stata la chiusa dello sfogo.

Ma quelle che più colpiscono sono le super appariscenti – anche se non so quanto efficaci – di forgia animalesca. Rigorosamente color nero horror, con bottone respiratorio prominente, a detta di un’amica, commessa in un sexy shop: Fondo di magazzino per mascherature erotiche, nel duetto: Mazinga s’engroppa a Biancaneve. Efficacia anti batterica o virale: zero, ma di una straordinaria appariscenza, a destare invidia per strada, negli studi medici e nei supermercati!

Quanto all’unico esempio, vista indosso a un mezzo barbone, assomigliava molto da vicino alle maschere antigas, in uso durante l’ultima guerra. Non ho compreso se fosse un macabro scherzo in tempo di coronavirus, o la voglia di essere anche lui come molti.

Infine, qualche cinofilo all’eccesso ha messo la museruola (cosa che non fa quasi mai) al compagno di passeggiata, per non creare al cane un complesso d’inferiorità.

Che sia utile o no, se non preserva dall’essere contagiati, la mascherina sicuramente evita il contagio da parte di chi è ignaro portatore sano del virus, o magari in cammino attraverso una inconsapevole quarantena, destinata a sfociare nella positività. L’importante sarebbe potersi approvvigionare di tale accessorio, in un periodo nel quale l’agognata mascherina appare un introvabile quadrifoglio, nonostante due giorni fa, in TV, siano apparsi bancali di mascherine, donateci dalla Cina, destinate a finire chissà dove, sperando non sui banchetti improvvisati del mercatino nero.

Con o senza, la raccomandazione è quella di sempre: se siete costretti a uscire per necessità, in aggiunta alle raccomandazioni ripetute in continuo dai mezzi d’informazione, non sarà male coprire naso e bocca con un valido sciarpone di lana. Lo so, se il clima fosse invernale sarebbe meno oneroso, ma cerchiamo di farlo ugualmente, magari con una sciarpa di seta.

E speriamo di uscire quanto prima dal tunnel della preoccupazione.

 

10-3-2020

 

Ettore Visibelli


Commenti

  Commenti: 2


  1. Sorridere fa’ bene, e questo articolo fa’ molto bene.
    Grazie !!!


  2. Molto salutare, da prendere dopo i pasti per aiutare la digestione e rilassare l’umore

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