Il carro funebre di Caltagirone – Morta una poltrona se ne fa un’altra – Il gioco dell’IVA

Fatti e misfatti di ottobre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 10 Ottobre 2012

Il carro funebre di Caltagirone

"Per evitare la bancarotta del Comune – ha fatto sapere l’assessore all’autoparco di Caltagirone, Simone Monforte – metteremo in vendita due auto, quattro motociclette, undici ciclomotori, tre moto "Ape", uno scuolabus, un’autobotte, un trattore".

Il Comune di Caltagirone sta messo però così male che – si è saputo – alla lista dei mezzi da vendere è stato aggiunto, all’ultimo momento, anche il carro funebre. Ma, se il Comune di Caltagirone – si spera naturalmente di no – non riuscirà a vendere i suoi ventiquattro mezzi e finirà per morire di bancarotta, gli resterà almeno il carro funebre per il suo funerale. Ma non c’è niente da ridere.

Morta una poltrona se ne fa un’altra

"Hanno lasciato la presidenza della propria Provincia – si è letto sui giornali – anche Maria Teresa Armosino ad Asti e Roberto Simonetti a Biella perché – hanno motivato – nella impossibilità di continuare ad amministrate dopo i drastici tagli decisi dal Governo".

Motivazione legittima? Può darsi. Ma queste dimissioni di Maria Teresa Armosino ad Asti e di Roberto Simonetti a Biella, così come quelle di altri presidenti nei giorni scorsi, hanno tutta l’aria di una motivazione ben diversa:poiché le nostre Provincie sono destinate a scomparire e poiché occorre lasciare le Amministrazioni locali sei mesi prima delle elezioni politiche, via di corsa dalle Amministrazioni locali (che non garantiscono più la poltrona) per tentare l’avventura delle elezioni politiche (che potrebbero offrire buone possibilità di raggiungere una poltrona oltretutto più prestigiosa e vantaggiosa). Ma – si sa – i politici, in genere, sono soliti abbellire le loro azioni con tanti fiocchetti colorati e mai parlare chiaro ed onesto. E giustificare quelle che poi finiscono per rivelarsi le loro vergogne con il fatto che qualcun altro ha deciso di togliere loro le mutande. Nel caso specifico, quel monellaccio del Governo. O no, signori presidenti tutti che, precipitosamente, vi siete dimessi dalle Provincie in odore di soppressione?

Il gioco dell’IVA

"Nel 2013 – ha deciso di notte il Consiglio dei Ministri – l’ Iva aumenterà di un punto".

Ma come, se fino alla sera prima era stato assicurato che l’Iva non sarebbe stata ritoccata? Misteri della notte. Ma, più realisticamente, misteri della coerenza e dell’affidabilità di un Governo che, come se non bastasse questo provvedimento che esaspererà ancor più la recessione, ha anche deciso di tagliare un altro miliardo e mezzo al già disastrato settore della sanità e – ma siamo proprio alla frutta? – perfino l’illuminazione notturna sulla rete viaria e negli uffici pubblici. Al buio, dunque, in tutti i sensi. Anche se, in verità, il Consiglio dei Ministri notturno – ancora con la luce accesa – ha deciso un ritocchino alle tasse sui redditi più bassi e qualche doveroso provvedimento che si spera non resti sulla carta come tanti già annunciati in passato. "Quella di questa notte – ha tenuto a precisare il Ministro Grilli – non è stata una manovra". E’ vero: qualcuno l’ha già definita l’ennesimo "carota e bastone". Con poca carota, come al solito, e tanto bastone. 


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