Il caso del sacrario di Affile. Zingaretti scrive ai cittadini: “Vi hanno imbrogliato”

La Regione Lazio blocca i fondi per il saldo del monumento che doveva essere intitolato al Milite Ignoto
di Giuseppe Barbone - 29 Aprile 2013

L’11 agosto 2012 è stato inaugurato ad Affile, il parco di Radimonte ed il Sacrario al Maresciallo Rodolfo Graziani. Siamo in provincia di Roma a solo 80 kilometri dalla capitale. Il monumento dal primo giorno di vita ha destato non poche polemiche, anche a livello internazionale, per la figura storica del Maresciallo Graziani, fautore di svariate e vergognose azioni militari ed anche perché, i lavori sono stati realizzati mediante finanziamenti pubblici.

Pare che il progetto iniziale prevedeva un sacrario al milite ignoto, soltanto successivamente il monumento è stato variato ed è stato dedicato a Rodolfo Graziani. Una mossa astuta e coperta dall’allora presidente della Regione, Renata Polverini. D’altro canto per capire i motivi alla base di questa scelta, basta andare sul sito ufficiale del paese.

sacrario-graziani-affileIn prima pagina ed in evidenza, foto e link di avvenimenti considerati più importanti dei servizi ai cittadini, come appunto quello dell’ 11 Agosto 2012, e quello del 26 Maggio 2012 inaugurazione del busto a Giorgio Almirante. In primo momento questo sito non sembra nemmeno quello ufficiale del comune. Chi proprio non ci sta di fronte a questo scempio è il nuovo presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti che prima ha bloccato il saldo del monumento (circa 180.000 euro) e poi ha scritto ai cittadini di Affile una lettera nella quale spiega i motivi del gesto.

Il Governatore, non fa molti giri di parole e scrive a chiare lettere, che il Comune ha imbrogliato i cittadini contribuenti, intestando a Graziani un monumento che doveva essere dedicato al Milite Ignoto. Una palese violazione amministrativa, ma non solo. Zingaretti ci tiene a ricordare il passato oscuro del Maresciallo, condannato anche per i crimini di guerra compiuti nel corso dell’aggressione coloniale in Etiopia.

Il Macellaio di Fezzan, cosi lo ribattezzarono gli arabi, vanta un curriculum di tutto rispetto: i bombardamenti a tappeto, l’uso indiscriminato di gas vietato dalla Convenzione di Ginevra, rappresaglie contro i civili, la costruzione di campi di concentramento, la reclusione delle popolazioni nomadi e per finire il suo appoggio alle leggi razziali ed il sostegno alla Repubblica di Salò. C’è forse bisogno di altro? Il blocco dei fondi da parte del governatore non è definitivo, ma comunque fin quando non spariranno i riferimenti a Graziani e il monumento non tornerà ad essere quello originariamente concordato, ossia un monumento al al milite ignoto, i fondi non passeranno.

Ma Zingaretti non è l’unico ad aver agito contro il “monumento della vergogna”. Il sindaco Ercole Viri, fautore di questa iniziativa, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Tivoli, insieme a due assessori Giampiero Frosoni e Lorenzo Peperoni, per apologia del fascismo. Gli indagati saranno interrogati dal procuratore Luigi De Ficchy, titolare del fascicolo processuale aperto sulla base di una denuncia presentata dall’Anpi.

Il sindaco ha commentato la notizia dichiarando di “non essere fascista ma di aver solo voluto commemorare un affiliano”, un soldato che anche prima del fascismo aveva svolto operazioni militari. Rodolfo Graziani non è nato ad Affile, ma a Ferentino da padre Affilino. Trascorse parte dell’infanzia nel paese così come gli ultimi giorni della sua vita.

Contro Zingaretti invece, il sindaco ha parole più dure. “Oltre ad apostrofarlo come “Stalinista” ha minacciato di denunciarlo per abuso d’ufficio. Plaudono all’iniziativa, invece, l’ANPI e la Comunità Etiopica che del Maresciallo non può serbare un bel ricordo. Anche Nichi Vendola, approfittando dei festeggiamenti del 25 aprile, attraverso il suo profilo twitter, ha ringraziando Zingaretti per aver riconsegnato dignità alle istituzioni italiane. In questo caso forse le migliori soluzioni sono quelle all’americana, di condanna ai servizi sociali, tipo lezioni di storia quotidiane.


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