Il Cavaliere di sabbia

Presentato il libro di Cristian Biru, erudito scrittore e saggista, intervenuto a Roma per l’occasione
Federico Carabetta - 29 Maggio 2018

Domenica 27 maggio 2018, l’Associazione letteraria romena … romana “Cenaclul de la Roma”, Cenacolo letterario di originari romeni, presidente Valeriu D. G. Barbu, ci ha nuovamente invitato ad un evento: la presentazione di un libro dal titolo Il Cavaliere di sabbia, autore Cristian Biru, in Patria noto erudito scrittore e saggista, partito dal Regno Unito dove vive, per essere presente a Roma per l’occasione.

Il libro, già pubblicato più volte in Romania, per la prima volta viene edito in italiano. Al leggerlo ci è parso scorrevole ed avvincente. La storia che narra di cristiani nel mondo islamico a tempi tipici delle crociate , rievoca dogmi purtroppo oggidì desueti, regole dure in un mondo dove l’unica alternativa ad andare avanti è il soccombere.

Degli interventi succedutisi abbiamo colto spunti da quello di una giovane studiosa romena, Turlea Alina Monica, perché più essenziali ed esaustivi. Li riportiamo di seguito: “L’incipit di “Il cavaliere di sabbia “, con una funzione simbolica, introduce alla storia che ci porta all’interpretazione di un dogma che segna l’intera narrazione: “Gli sciiti lo chiamavano Il Tagliatore di teste perché giudicava nel deserto secondo un dogma cattolico che suona “nessun reato è minore “. Sin dalle prime pagine i personaggi e l’ambientazione del romanzo hanno una valenza metaforica che evoca l’universo e i valori cristiani. Questo tipo di incipit costituisce come un esca per il lettore, un invito irresistibile a proseguire nella lettura.  “Nessun reato è minore “ ha la funzione di una scintilla che ciascuna pagina successiva metterà a fuoco e che aggancia alla storia e al suo mondo, a una storia cristiana in un mondo islamico.

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Si svolge nel regno di Milan d’Aragona in Giordania dove il re morente, circondato da figli e sudditi, si sente appagato per aver trovato un dogma. Le sue ultime parole sono per Diego, il piccolo principe: “Prenditi cura del mio cane.”

Da qui – continua Turlea Alina Monica – l’autore Cristian Biru  continua con la rappresentazione di una sorta di “ destino di un uomo “. Come Marcel Proust che va alla ricerca del tempo perduto, forse anche il nostro personaggio va alla ricerca di un tempo dove regni l’amore per la verità; la ricerca di questa verità risiede in un tempo dove esiste il bene comune in un percorso iniziatico di emancipazione individuale e scoperta personale. Con l’aiuto del cane Hamas, che gli scovava libri nei sotterranei, Diego parte per la sua ricerca, creando solo forte sgomento al fratello maggiore quasi analfabeta , succeduto come re dopo la morte del padre.

Nella sua ricerca, Diego sembra domandarsi quale fosse la verità e quale l’illusione riguardo l’esistenza del Tagliatore di teste. Ma scopre che con questo “mito” ritrova memoria della memoria collettiva trasformata poi una memoria individuale. La sua indagine su chi fosse il Tagliatore di teste procede attraverso l’intuito, l’intelligenza personale, ma soprattutto grazie all’ erudizione. Il libro – per me – attiene alla Potenza del sapere, su quanto sia importante la conoscenza e quanto seducente la possibilità di apprenderla.  Un libro che ha come idea principale un dogma cattolico, è un libro sulla Potenza dei libri, che ha come filo conduttore anche un mistero, quello del Tagliatore di teste e che mostra anche quanto sia sottile il confine fra giustizia e ingiustizia. Un libro che parla di libri e di come i personaggi sperimentano la beatitudine del vero amore del sapere e della verità.

Il cammino infinito della conoscenza dona una capacità nuova di vedere il mondo. La conoscenza squarcia; è luce contro l’oscurità! Ciascuno di noi, nella vita, è il bagaglio che porta con sé”.

L’evento è stato impreziosito, tra l’altro, da una splendida performance del Gruppo corale Arpeggio & Roua di cui abbiamo spesso scritto e che consideriamo i menestrelli dei pezzi musicali più cari alla tradizione romena.

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Cristian Biru è nato in Romania ed attualmente vive in Gran Bretagna. Viene per la seconda volta a Roma dai suoi amici del Cenacolo di Roma e da Valeriu  Barbu..

Turlea Alina Monica, nata in Romania il 29 aprile 1979,  è laureata in Lingue e letterature moderne presso l’Università degli studi “La Sapienza”, ed è studentessa del corso di laurea magistrale in Scienze linguistiche letterarie e della traduzione presso la stessa università.  Vincitrice di borsa di studio, il prossimo settembre sarà a Parigi per frequentare la prestigiosa università della Sorbona. Lettrice appassionata ,  e poeta per diletto.

Valeriu Barbu, a cui facciamo i nostri auguri per i raggiunti cinquant’anni essendo nato 30 maggio 1968, è scrittore, poeta, editore della casa editrice Minela di Bucarest, ha scritto diversi libri di poesia, l’ultimo è apparso qualche giorno fa in edizione limitata proprio in occasione del suo compleanno con il titolo provvisorio di “Scântece “.  Presidente del Cenacolo di Roma è impegnato nella promozione della lingua e letteratura romena in Italia.

Federico Carabetta

 

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