Il Colosseo verrà affidato a Mr Tod’s per 15 anni

Il Tar respinge il ricorso presentato dal Codacons che annuncia un ricorso in appello
di Serenella Napolitano - 5 Luglio 2012

La prima sezione del Tar del Lazio ha respinto, giudicandolo inammissibile, il ricorso presentato dal Codacons contro le modalità di affidamento a Tod’s della sponsorizzazione, 25 milioni di euro, dei lavori di restauro del Colosseo. 

A riferirlo è stato il presidente dell’associazione di consumatori Carlo Rienzi, che annuncia un appello al Consiglio di Stato.

“Finalmente il Tar ha chiuso la lunga vicenda del ricorso contro il restauro del Colosseo. È una grande vittoria di Roma e della cultura. Adesso il Mibac dia al più presto il via libera ai cantieri in maniera tale che il più famoso monumento del mondo possa essere riportato al suo pieno splendore non solo per i romani ma in quanto patrimonio di tutta l’umanità”. È quanto dichiara il sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Anche dal Ministero dei Beni e Attività Culturali arriva il plauso alla decisione del Tar. Soddisfatti sia il ministro Lorenzo Ornaghi, sia il sottosegretario Roberto Cecchi, all’epoca commissario straordinario per l’archeologia di Roma e Ostia, “consapevoli di aver seguito tutte le procedure di legge e aver agito nella massima correttezza e trasparenza”.

Per questa volta Mister Tod’s sembra avere la meglio sull’assciazione dei consumatori, anche se il Codacons fa annunciare un ricorso in appello al consiglio di stato.
“Ossia – spiega l’associazione – non è che il Tar abbia sentenziato che il procedimento relativo alla sponsorizzazione era corretto – in questo caso il Codacons avrebbe accettato la decisione e non presentato appello – ma ha affermato un principio assurdo e incostituzionale: ossia che i cittadini non hanno il diritto di sindacare nè dal punto di vista ambientale, monumentale e paesaggistico nè come cittadini utenti della bellezza storica del monumento il distorto utilizzo di beni della collettività”.
“Proprio a tutela di un bene pubblico appartenente ai cittadini romani, italiani e di tutto il mondo – continua la nota – l’associazione aveva presentato ricorso al TAR, affinché valutasse la correttezza delle operazioni di cessione di un monumento ad una azienda privata. A questo punto – conclude il Codacons – vista l’abnorme motivazione data dai giudici, è molto probabile un nostro ricorso in appello al Consiglio di Stato”.


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