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Il corpo in un carrello, le ossa rotte, un messaggio: nuova violenza a Ostia

La vittima, trasportato d’urgenza al Grassi di Ostia, è stato subito sottoposto a cure. La prognosi è riservata, ma non sarebbe in pericolo di vita

Lo hanno massacrato, gli hanno rotto le ossa e poi lo hanno gettato in un carrello della spesa, come un rifiuto. Con un cartello al collo, due parole vergate in stampatello: “Infame” e un insulto irripetibile.

Lo hanno lasciato lì, sotto gli occhi di tutti, in un angolo tra via Mario Ruta e via Marino Fasan, nel cuore di piazzale Lorenzo Gasparri, a Ostia. Una scena agghiacciante, che sa di messaggio mafioso, o almeno punitivo, da vecchio codice criminale.

La scoperta choc è avvenuta nella notte tra lunedì e martedì, vicino a una farmacia ancora aperta. Qualcuno ha chiamato i soccorsi. Quando sono arrivati i sanitari del 118, la vittima – un uomo sulla quarantina – era semicosciente, con fratture alla tibia e alla rotula e una serie di lesioni sul corpo che raccontano un pestaggio feroce e sistematico.

Trasportato d’urgenza al Grassi di Ostia, è stato subito sottoposto a cure. La prognosi è riservata, ma non sarebbe in pericolo di vita. Nonostante il dolore, però, resta il silenzio: la vittima, almeno finora, non ha parlato.

immagine di repertorio

Un avvertimento da strada?

Le indagini – condotte dai carabinieri del gruppo Ostia e coordinate dalla Procura – si stanno muovendo nel sottobosco criminale del litorale romano, e puntano dritte verso il mondo dello spaccio.

La zona, dopotutto, è quella storicamente contesa tra clan Fasciani e Spada, dove le dinamiche di piazza, anche se mutate negli ultimi anni, non hanno smesso di produrre regolamenti di conti.

Un cartello con scritto “infame” appeso al collo della vittima richiama un linguaggio tipico delle faide di droga, dove anche il solo sospetto di una collaborazione con le forze dell’ordine può costare caro.

Nessuna pista, però, è esclusa. La violenza, secondo gli inquirenti, non sembra casuale, ma rituale: un’esposizione pubblica dell’umiliazione, per ammonire altri.

Un’estate di tensione

L’episodio arriva dopo settimane ad alta tensione sul litorale. Prima l’esplosione nella palestra dei fratelli Di Napoli in via delle Azzorre – struttura legata alla boxe e alla rieducazione giovanile.

Fatti scollegati? Forse. Ma il clima, a Ostia, sembra tornato quello dei giorni bui. Le forze dell’ordine indagano in silenzio, mentre i cittadini guardano con timore crescente i segnali inquietanti che si susseguono tra i marciapiedi e i vicoli del litorale.

Un carrello della spesa non è mai stato così carico di significati.


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