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Il Giovanni XXIII di Tor Sapienza incontra lo Yad Vashem

Il 18 aprile un convegno con Yiftach Ashkenazi, del museo dell’Olocausto di Gerusalemme e la rappresentante del Desk Italia Rita Chiappini
di Rosa De Luca - 22 Aprile 2012

Il 18 aprile 2012 si è svolto all’ Itis Giovanni XXIII di Tor Sapienza un interessante incontro, durato l’intera giornata, con un rappresentante dello Yad Vashem, il museo dell’Olocausto di Gerusalemme, dott. Yiftach Ashkenazi, e la rappresentante del Desk Italia dello stesso museo, prof.ssa Rita Chiappini proveniente da Rimini.

La mattina, alla presenza degli studenti di tre classi dell’istituto, è stato proiettato un filmato dal titolo ”Possa il tuo ricordo essere amore, la storia di Ovadia Baruch” sulla commovente testimonianza di un ebreo di Salonicco deportato ad Auschwitz e, dopo una delle famose marce della morte, a Mauthausen. E’ seguito un dibattito tra la prof.ssa Chiappini e gli studenti, al termine del quale la prof.ssa si è complimentata con i ragazzi per l’interesse mostrato.

Il pomeriggio, preceduto da un’introduzione articolata del dirigente scolastico A.M. Allega, si è svolto un corso di formazione rivolto ai docenti, in realtà aperto a chiunque fosse interessato a questi temi (erano presenti infatti anche un attore e due alunne del liceo Amaldi ).

La prof.ssa Chiappini, alternandosi con il dott. Ashkenazi, ha illustrato il punto di vista della didattica dello Yad Vashem, che si pone tre principali obiettivi: la sensibilizzazione sul tema dell’olocausto senza percorrere la via dell’esibizione del dolore, ma piuttosto quella del ricordo di un popolo che fu espropriato della propria vita quotidiana e della propria normalità; fare memoria del bene ricevuto, degli aiuti offerti al popolo ebreo da parte dei giusti di ogni nazione e religione, poiché la memoria del bene ha un grande valore educativo da proporre come possibilità che può essere scelta anche nei periodi più bui della storia; infine colpire la cosiddetta zona grigia, gli indifferenti di ieri e di oggi.

“Un monumento e un nome” è infatti la traduzione italiana del nome ebraico del museo di Gerusalemme, all’interno del quale ampio spazio è dedicato alla raccolta di testimonianze, documenti cartacei e fotografici dell’olocausto, così come al Giardino dei giusti, di coloro che con coraggio rischiarono la loro vita e la loro libertà a favore del bene e della solidarietà. Infine gli ospiti hanno ben illustrato come lo Yad Vashem possa essere una risorsa per gli insegnanti, sia come scuola ( il Museo organizza seminari per educatori provenienti da ogni parte del mondo), sia come biblioteca multimediale, a cui accedere attraverso il sito.

Al termine dei lavori, gli ospiti hanno ringraziato la scuola per l’accoglienza ed i docenti hanno espresso la loro soddisfazione per aver partecipato ad un evento così interessante ed unico. 


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