Il lavoro nell’era tecnologica: dai travel influencer ai nomadi digitali

Nuove professioni sposano nuovi stili di vita
M. Q. - 2 Marzo 2020

È sotto gli occhi di tutti il fatto che la tecnologia odierna abbia sconvolto la società in ogni suo aspetto. In particolare il modo in cui, con internet, è cambiata la nostra comunicazione ha influito molto sulla nascita di nuove professioni, che pare siano destinate ad avere notevole rilevanza in futuro. Si tratta di lavori che, il più delle volte, s’intersecano con la vita quotidiana di chi li svolge e, dunque, si sviluppano a partire da una passione specifica.

È questo il caso del travel influencer, che riesce a fare dell’amore per il viaggio una professione a tutti gli effetti. Di solito chi appartiene a questa categoria conquista notorietà online sia attraverso i blog sia curando i social network, con aggiornamenti e informazioni che riguardano hotel, viaggi, vacanze e destinazioni.

Si tratta dunque non di un semplice blogger, ma di un soggetto che, dopo aver conseguito una lunga esperienza in tema di viaggi, continua il suo percorso itinerante informando, o per meglio dire “influenzando”, gli utenti che lo seguono.

I nomadi digitali

Poco noto in Italia, ma molto in voga all’estero, è invece la figura del nomade digitale, cioè tutti coloro che lavorano da casa utilizzando internet e questo significa che la loro attività può essere svolta in qualsiasi zona del mondo.

Parliamo di social media manager, blogger, copywriter, youtuber, fotografi e tutti coloro che possono svolgere da remoto un’attività, che gli consente di avviare collaborazioni nazionali e internazionali.

L’audacia e il coraggio non manca nemmeno a chi decide di vivere di casino, ovvero gli appassionati del genere che si sono prefissati come obiettivo quello di guadagnare attraverso il gioco una quota regolare fissa. Anche in questo caso le piattaforme virtuali danno man forte agli intrepidi avventurieri che decidono di percorrere questa strada.

In ogni caso, tutti gli esempi menzionati attestano una correlazione tra le proprie attitudini personali e la scelta di quello che un tempo era definito “mestiere”. Dunque, anche se i tempi cambiano e gli strumenti pure, la predisposizione soggettiva resta ancora oggi un fattore determinante nella scelta del proprio lavoro.

M. Q.


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