Francesco Sirleto primarie V municipio

Il liceo Kant si prepara alla mobilitazione

Dopo il caso degli studenti respinti e dell’accorpamento di diverse classi, ci si prepara a contrastare gli effetti della Riforma Gelmini
di Damiano D’Angeli - 5 Luglio 2011

Lunedì 4 luglio ore 16:30. Assemblee partecipate e calde come quella di oggi si è abituati a vederle durante l’autunno, di sicuro non in periodo di vacanze e di caldo asfissiante. Eppure l’aula del Liceo Linguistico – Classico Immanuel Kant (piazza Zambeccari 19) nella quale genitori, insegnanti, personale ATA e studenti si sono dati appuntamento per dibattere sulla delicata situazione della propria scuola, è stracolma di partecipanti.

Gli interventi sono sentiti e ricchi di civile dissenso verso i tagli della Riforma Gelmini che stanno pesantemente colpendo la scuola pubblica italiana. Discorsi che si susseguono precisi e composti, tra applausi e cenni di approvazione che i presenti si scambiano l’un l’altro. Concordano per prima cosa sul fatto che l’accanimento del governo in atto contro di loro corrisponde ad un disegno ben preciso di dismissione della scuola pubblica e che l’unica soluzione è quella di porre un argine prima di arrivare a dover pagare anche il fitto alle scuole per far studiare i propri figli.

Uno degli animatori dell’evento, Leonardo Loche, genitore presidente del Consiglio di Istituto del Liceo Kant, evidenzia come ora “stanno uscendo fuori le verità di questa riforma fatta di tagli” e continua sulla questione degli studenti respinti: “vengono tagliate classi per ottimizzare i costi, ma ogni anno vengono erogati centinaia di milioni di euro per le scuole private”. Un’altra importante voce dell’iniziativa è la prof.ssa Anna Angelucci del Coordinamento delle Scuole Secondarie di Roma, per la quale “la Riforma Gelmini è stata soltanto il vestito per giustificare i tagli imposti da Tremonti”. La Professoressa ha voluto precisare come i tagli alla scuola non siano solo “gli 8 miliardi di euro tolti con il piano programmatico attuativo della legge 133/08 dove all’articolo 64 c’è il paragrafo riguardante la scuola”, ma che ad essi vadano anche aggiunti “i fondi tagliati fino al 2012”, nonostante le scuole, soprattutto superiori, “abbiano accumulato crediti che ammontano ad 1 miliardo e mezzo di euro”.

Tra gli interventi anche quello di una collaboratrice della Toniolo, la quale ha raccontato una passata iniziativa tenuta nella propria scuola e messa in evidenza dal nostro giornale, dove i genitori si sono dovuti improvvisare pittori per ripulire le aule dei propri figli.

Il signor Piero Castello del Coordinamento delle Scuole Elementari romane e nonno di un bambino della Scuola Elementare Statale “Francesco Crispi” ha invitato tutti a partecipare mercoledì ad un presidio sotto il Ministero perché ”dobbiamo far uscire la gente dal torpore e non abbiamo altre scorciatoie che la mobilitazione”.

Presente anche una rappresentante del Coordinamento Precari Scuole di Roma, Daniela, la quale ha ricordato che sono “150 mila i precari tagliati fuori e che nella scuola statale non si vuole proprio assumere, con gli studenti che pagano il cambio annuale dei professori”. E sarebbero tanti e tanti altri gli interventi da raccontare, in difesa della scuola pubblica e nella direzione di costruire momenti di lotta unitaria per riuscire in questa battaglia.

Per la componente studentesca presente Riccardo Orifici, Rappresentante d’Istituto del Liceo Kant, il quale dopo il caso dei respingimenti degli studenti dalla propria scuola si è espresso così: “abbiamo riscontrato la volontà degli studenti a muoversi per risolvere la questione”, lanciando anche una frecciatina a professori e genitori, i quali “quando noi volevamo mobilitarci in massa non ci hanno ascoltato molto” e concludendo: “siamo disponibili ad una mobilitazione più ampia”.

Il pomeriggio è proseguito nella stessa aula del Liceo Kant con il Consiglio numero 74 del Municipio Roma VI, dove la seduta è stata dichiarata valida per la presenza di 18 consiglieri più uno e con la presenza del Presidente del Municipio Giammarco Palmieri; questa si è aperta con la mozione letta da Gianluca Santilli (PD) sulla situazione dell’organico del Liceo Kant che “desta preoccupazione dopo che l’Ufficio Scolastico Provinciale ha autorizzato alla formazione di sole tre classi di quarto ginnasio e non di quattro”, con conseguenze negative come classi di 30 studenti. Quindi, la mozione chiede che il Municipio si impegni a fare delle pressioni a chi di dovere, nonostante non abbia il potere di risolvere da solo il problema.

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Il Consiglio è quindi stato sospeso per una ventina di minuti per consentire gli interventi da parte del pubblico, che già in assemblea aveva ribadito come si voglia estendere l’invito ad esercitare pressioni verso l’Ufficio Scolastico anche agli altri municipi limitrofi di provenienza degli studenti, come il VII, l’VIII, il X ma anche il V.

Emilio Barbuto, genitore di due ragazze del Kant è stato secco e deciso nel suo intervento: “chiediamo al Presidente e al Consiglio di attivarsi a breve, di alzare la voce e di fare forti pressioni” e Leonardo Loche ha ricordato: “stiamo parlando di un problema che non riguarda solo il Liceo Kant, ma la scuola tutta”.

E’ quindi stato invitato ad intervenire dal presidente del Consiglio del Sesto Municipio Ettore Proietti, il Preside del Liceo Classico – Linguistico Kant Guglielmo Neri, il quale ha detto di associarsi agli interventi che lo hanno preceduto e ha continuato rivolgendosi ai genitori e al Consiglio tutto: “come Preside devo tutelare la sicurezza dei vostri figli e non posso fare classi con più di 30 alunni e come Preside devo tutelare la didattica dei ragazzi e fare classi da 30 è già di per sé un mezzo suicidio”.

L’assurdità è che se non verrà concessa al Kant la quarta classe di quarto ginnasio, bisognerà ricorrere al sorteggio pubblico per decidere chi potrà frequentare la scuola il prossimo anno.

In conclusione, il Presidente del VI Municipio Gianmarco Palmieri si è proposto quale interlocutore con le altre figure politico-amministrative che si è impegnato a contattare entro 48 ore, per fare pressione sulla questione. Se non riceverà risposte positive si è detto favorevole ad un presidio all’U.S.R. Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio questo giovedì o venerdì, con il coinvolgimento anche dei Presidenti dei Municipi limitrofi.

Noi continueremo a seguire questa delicata vicenda e la lotta unitaria che studenti, professori, genitori e personale ATA stanno portando avanti.


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