Il lordo e il netto di Lamberto Dini – Forse Sean Hoare è morto di raffreddore – Se lo dice anche Pisapia…

I Fatti e i Misfatti di luglio 2011 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 19 Luglio 2011

Il lordo e il netto di Lamberto Dini

"E’ vero che Lamberto Dini guadagna 40 mila euro al mese – ha dovuto precisare il giornalista Mario Giordano su "Panorama" – ma 40 mila euro lordi e non netti".

Il solito giornalista fazioso Mario Giordano, dunque, avrebbe voluto far passare Lamberto Dini come uno straricco, attribuendogli un’entrata di 40 mila euro netti al mese, e invece, con i 40 mila euro mensili lordi effettivamente percepiti, il poverissimo Lamberto Dini chissà a quante rinunzie e a quanti sacrifici sarà costretto per arrivare alla fine del mese.

Forse Sean Hoare è morto di raffreddore

"Il cronista Sean Hoare, che per primo aveva denunciato lo scandalo delle intercettazioni illegali condotte dalla stampa di Rupert Murdoch, ha messo nei guai quell’ Andy Coulson divenuto responsabile della comunicazione del Primo ministro inglese David Cameron e ha provocato un vero e proprio terremoto ai vertici di Scotland Yard – hanno riportato i giornali – è stato trovato morto nella sua abitazione a trenta chilometri da Londra".

Ma va! "A pensare male si fa peccato – ha sempre sostenuto un esperto uomo di mondo, di misteri, di "gialli" e di "noir" come Giulio Andreotti – però…" Però, dunque, chissà. Anche se gli inquirenti di Sua Maestà britannica si sono affrettati a dichiarare che la morte del "giornalista scomodo" non avrebbe nulla a che fare con lo scandalo che sta scuotendo l’intera Inghilterra. E, dunque, non si tratterebbe di omicidio. Il cronista Sean Hoare, allora, potrebbe essere morto di raffreddore.

Se lo dice anche Pisapia…

"L’idea di risolvere i problemi della politica con il ricorso al dispositivo penale è una scelta profondamente sbagliata".

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Lo ha ribadito, per l’ennesima volta, il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi? No. Lo ha dichiarato, al settimanale "Tempi", il neosindaco di Milano, Giuliano Pisapia. Il quale non solo non è di casa Pdl, ma è un avvocato penalista patrocinante in Cassazione e tra l’altro, nel 2006, ha presieduto la Commissione di studio istituita dal Ministero della Giustizia per la riforma del Codice penale. Accetteranno di meditarci un po’ su per il bene della politica – tanto per fare quattro nomi e nel rispetto delle pari opportunità – Pierluigi Bersani e John Woodcock, Rosy Bindi e Ilda Bocassini?


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