Il messaggio di Greta Thunberg rivisitato attraverso i classici e il pensiero cristiano

Nei poemi in latino dei giovani e dei cultori per il Certamen intitolati a Vittorio Tantucci e Scevola Mariotti
Vincenzo Luciani - 10 Aprile 2019

L’11 aprile, dalle ore 9,30 alle ore 13,00 presso l’Aula Magna dell’Università LUMSA di Roma, che ha collaborato all’iniziativa, si svolgerà la Cerimonia di Premiazione dei lavori  degli studenti delle scuole  delle Regioni Italiane che hanno partecipato alla 8° edizione del Certamen di poesia latina per studenti dei licei, intitolato al Prof. Vittorio Tantucci, organizzato da Anna Paola Tantucci Presidente dall’E.I.P Italia e il Certamen per i cultori del latino, dedicato al Prof. Scevola Mariotti, dalla Presidente dell’Accademia Italiana, Lina Lo Giudice Sergi, dal Magnifico Rettore dell’Università LUMSA di Roma Prof. Francesco Bonini che ha creduto nel Certamen e fortemente coadiuvato la sua promozione.

L’evento si svolgerà, con grande solennità, in occasione della giornata dedicata a Santa Caterina da Siena, Patrona d’Italia e d’Europa al cui pensiero si ispira la mission della LUMSA preceduto da un Convegno di studio sul tema del Certamen.

Sarà presente il Direttore dell’Ufficio scolastico Regionale Dr Gildo De Angelis che promuove le Olimpiadi della lingua italiana e delle lingue classiche, in cui i vincitori del Certamen V. Tantucci negli anni si sono collocati ai primi posti.

Il Convegno si propone di promuovere una riflessione sulla lingua latina come paradigma storico dell’italiano, attraverso l’approfondimento della lezione dei classici.

Importanti e significativi interventi della Prof Maria Pia Baccari docente di diritto romano alla LUMSA, dei Prof Piergiorgio Parroni e il Antonio Marchetta e della Prof Maria Grazia Bianco della Lumsa.

Al Prof  Rocco Schembra ideatore della “Notte Nazionale del liceo classico” che quest’anno ha coinvolto più di 400 Istituti in Italia, sarà consegnato Il Premio V. Tantucci, S. Mariotti per la diffusione della cultura classica.

I Vincitori del Certamen Vittorio Tantucci sono risultati:
Primo Premio 
Leonardo Signorino classe IV B Liceo Scienze Umane “IIS Elena Principessa di Napoli” Rieti
Secondo Premio Simone Ricciotti classe V A Liceo Seneca – Roma, ex aequo con Matteo Cassoli – classe V A – Liceo Classico “Chris Cappel College” Anzio – Roma.
Terzo Premio Sara Rigolli classe V A “Liceo Classico Delpino – Marconi “Chiavari – Genova ex aequo con Cesare Lo Magno classe IV “Liceo Classico Cornelio Tacito” Roma.

Il vincitore del Premio S. Mariotti è risultato il Prof Francesco Busti di Pisa.

In un momento in cui è vivo il dibattito sullo studio delle lingue classiche e sulla sorte dei Licei umanistici, che come è noto quest’anno hanno registrato una notevole crescita nelle iscrizioni, la commissione ha vivamente apprezzato  l’interesse e la competenza dimostrati dagli studenti, guidati dai loro validi docenti,  ma soprattutto la capacità di rilettura del mondo classico, attraverso le categorie storico-temporali della modernità.

Portiamo come esempio il poema di Simone Ricciotti del Liceo Seneca  di Roma intitolato “De officio nostro” Il nostro compito che illustra una situazione originaria di prosperità della natura, come è presentata, per es., nel Salmo 8.
Inizialmente l’uomo viveva rispettando la natura, essendo stato posto da Dio a custodia di essa: godeva dei beni che il Creato elargiva e di un legame di fratellanza con essi”, basata sul rispetto e sulla responsabilità verso il creato, situazione presentata da più autori classici, tra i quali ricorda Tibullo, nella terza elegia del primo libro
.

“L’uomo però, nel corso dei secoli, ha perso la sua funzione di custode della natura, comportandosi come un tiranno cieco, arrivando anzi a distruggerla e a sfruttarla per il proprio tornaconto, come un parassita danneggia il sistema stesso in cui vive. L’umanità si sta dirigendo verso una direzione irreversibile; tale concetto viene espresso in modo chiaro e diretto nel “Mattutino” del Cardinal Ravasi, che mi ha fornito spunti di riflessione per il mio componimento.

Il carme si chiude con una esortazione a riacquisire i valori originali di rispetto e di responsabilità verso il Creato, educare gli uomini all’accoglienza e alla sobrietà facendo sì che imparino di nuovo ad amare la natura e, di conseguenza, a preservarla, utilizzando la politica, la cultura, la tecnologia e ogni mezzo a disposizione. L’umanità deve inoltre ricordarsi dell’oneroso dovere di trasmettere la Terra alle nuove generazioni, come afferma Benedetto XVI nella “Caritas in Veritate”.
Il verso finale ho voluto che fosse un chiaro rimando al capolavoro di Saint-Exupery, il “Piccolo Principe”, che esprime l’esortazione conclusiva attraverso una metafora: la rosa simboleggia la natura, la teca la protezione fornita dall’uomo per amore.“


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