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Il Municipio Roma V fa pressione per l’accorpamento dei Distretti Sanitari

Intanto l'Asl RmC sposta alcune sue attività
di Alessandro Moriconi - 20 Novembre 2013
Anna Maria Federici

Anna Maria Federici

Nella seduta del Consiglio Municipale del 19 novembre, su proposta della Commissione Politiche Sociali presieduta dalla piddina Maria Pia Federici, è stata approvata all’unanimità una risoluzione con cui si avanza una formale richiesta al Sindaco di Roma Capitale e al Presidente della Regione Lazio nonché agli Assessori competenti affinché si avviino le procedure necessarie che portino all’accorpamento dei Distretti Sanitari VI (della Asl RmC) e II (della Asl Rm/B).

Una risoluzione a detta dei proponenti, necessaria anche per delineare le linee guida necessarie a standardizzare le procedure di accorpamento e questo al fine di evitare possibili riduzioni dell’offerta di prestazioni sanitarie o ancora peggio un peggioramento della qualità delle stesse.

Scuola Tommaso Grossi sede Asl RmBDurante la seduta è stata data anche la parola ad un cittadino residente nell’ex municipio Roma VI che segnalava la precaria coesistenza che i residenti hanno con gli utenti del Dsm e in particolare con quelli del Sert di via Casilina e che mal sopporterebbero un ipotetico raddoppio dell’utenza dovuto alla chiusura del presidio di piazza dei Mirti prossimo al trasferimento nei nuovi locali della ex scuola Tommaso Grossi di via degli Eucalipti a Centocelle, i cui lavori di ristrutturazione sono iniziati proprio in questi giorni.

Ma di fatto le perplessità dei proponenti della risoluzione sono tutt’altro che remote in quanto proprio in questi giorni la Direzione Aziendale della Asl RmC ha trasferito nei locali dell’Ospedale S. Eugenio (Eur) alcuni servizi di alta specializzazione come la Gastroenterologia e la Chirurgia Plastica.

Con un pò di malizia e visto quanto accaduto con la chiusura presso il Presidio Sanitario del S. Caterina in via Nicolò Forteguerri dei due importanti e qualificanti Servizi non è difficile ipotizzare che anche importanti attrezzature tecnologiche potrebbero, se le cose stanno così, prendere la strada di altri presidi sanitari della Asl RmC situati negli altri municipi.

L’atto approvato può essere considerato solo un piccolo primo passo utile a sensibilizzare il Comune e soprattutto la Regione ad accelerare l’iter per l’accorpamento dei due Distretti Sanitari in quanto ci sono progetti avviati da tempo di servizi sociosanitari integrati; ed anche diciamolo, per non impoverire ulteriormente l’assistenza sanitaria nella periferia romana.

Dalla Rustica al S. Eugenio per una prestazione Gastroenterologica sarebbe davvero troppo da digerire!

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