Il muretto dell’Ara Pacis non verrà abbattuto

La Sovrintendenza boccia il progetto di Alemanno.
di Serenella Napolitano - 7 Settembre 2012

Ricordate il pomo della discordia tra il Sindaco Alemanno e la Teca di Meier? L’accesa diatriba continua. Ma questa volta a spuntarla è il fatidico muretto che sostiene la teca che rimarra al suo posto. Entriamo un attimo nella vicenda.

Secondo il progetto originario, che è stato presentato definitivamente alla fine di maggio, laddove sorge il muro di travertino, ben noto a tutti, doveva comparire la Fontana del Navigante con il relativo idrometro, dove venivano segnate le piene del Tevere. Una fontana e una colonna che oggi, quasi invisibili perché coperti dalle auto, distano solo qualche decina di metri dalla destinazione che prevede il progetto. Un trasloco dunque che sarebbe costato 1,4 milioni di euro. Ma la Sovrintendenza ha detto no.

A spiegarlo è stato l’ex assessore alla Cultura, Umberto Croppi che in una dichiarazione ha affermato il problema dell’Ara Pacis è diventato “un ossessivo bisogno ideologico, per dimostrare che sull’Ara Pacis si è intervenuti in qualche modo. Così “dopo che il progetto di realizzare il sottopasso sul lungotevere, al solo scopo di abbattere il muretto di divisione, è risultato impossibile (come era ampiamente previsto) — prosegue l’ex assessore alla Cultura – il sindaco ha annunciato la bizzarra soluzione di spostare la “fontana del Navigante”, motivata dallo stesso intendimento. E invece, spostata sul terrazzo del museo, la fontana avrebbe finito per coprire ancora di più la chiesa”.

“Ora anche la Sovrintendenza ha giustamente detto no ai folli propositi di Alemanno che voleva deportare e poi deturpare la teca dell’Ara Pacis. Il sindaco sembra ossessionato dal muretto di Richard Meier, un furore ideologico che l’ha portato a sbatterci contro. Il sindaco ora si rilassi, lasci perdere questa sua inutile fissazione e cerchi di governare la città per questi ultimi mesi in cui farà il sindaco”. Lo afferma in una nota il consigliere regionale del Pd, Enzo Foschi.


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