Il Museo di casa Diotallevi

Sequestrate dalle Fiamme Gialle e dai Ros opere d’arte per un valore di circa un milione di euro a casa del boss della banda della Magliana
di Serenella Napolitano - 27 Dicembre 2013

Il 23 dicembre 2013 è stato il giorno di un’altra vittoria per la Guardia di Finanza del comando provinciale di Roma e i Carabinieri del Ros che hanno scoperto nella casa del noto boss della Magliana, Ernesto Diotallevi, quadri di Giacomo Balla, Mario Schifano e Sante Monachesi (tra le tante opere d’arte), del valore complessivo di circa un milione di euro.

L’operazione fa seguito ad un altro ingente sequestro di beni, del valore di 25 milioni di euro, ai danni di Diotallevi avvenuto il 12 novembre 2013.

Questa seconda fase di attività, denominata operazione “Trent’anni”, ha consentito al Nucleo di Polizia tributaria della Capitale e al Ros di sottoporre a sequestro il restante 50% del capitale sociale di una immobiliare con sede a Rimini ed esercente l’attività di compravendita di beni immobili, nonché l’intero capitale sociale e patrimonio aziendale di un’altra società con sede a Fiumicino (Rm), impegnata nella costruzione di navi ed imbarcazioni.

Sequestro beni Diotallevi:anche opere d'arte per un mln euroInoltre è stata confiscata un’ autovettura e 27 beni mobili, quadri e mobilia d’antiquariato di notevole valore storico ed artistico, per un valore complessivo pari a 1 milione di euro.

Un vero e proprio sfregio all’arte: opere comprate con denaro illecito, sottratte alla pubblica fruizione per essere conservate nella casa del boss, a due passi dalla Fontana di Trevi. Secondo gli investigatori, lo spessore criminale di Ernesto Diotallevi sarebbe “da lungo tempo cristallizzato negli atti processuali di numerose inchieste, che hanno evidenziato l’illecito accumulo di grossi proventi che sarebbero tuttora nella sua disponibilità”.

Diotallevi è noto per aver gestito e controllato la quasi totalità delle più lucrose attività delinquenziali di Roma e del Lazio e con il passare del tempo era riuscito ad avvicinarsi e ad avere il consenso di molti boss della mafia siciliana.

Il 12 novembre 2013 sempre le Fiamme Gialle del Gruppo investigazioni criminalità organizzata e i Carabinieri del Ros di Roma, erano riusciti ad individuare il vasto patrimonio personale di Diotallevi.

Il tribunale di Roma ne aveva disposto il sequestro di quote societarie, capitale sociale e patrimonio aziendale di sette società di capitali, attive nel settore della compravendita di immobili, della costruzione di imbarcazioni da diporto e sportive, del commercio di energia elettrica, dei trasporti marittimi e delle holding impegnate nelle attività gestionali; di una società liberiana, titolare di una lussuosa villa sull’Isola di Cavallo in Corsica; di nove veicoli, tra auto e moto; di 42 immobili a Roma, Gradara (Pesaro-Urbino) e Olbia (Sassari), un complesso turistico composto da villette a schiera a Olbia. Tra l’altro anche l’abitazione a Fontana di Trevi dove in questi giorni sono state sequestrate le opere d’arte.


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