Il Next Generation EU per un parlamento migliore (NGEPM), primo tentativo

GiProietti - 9 Febbraio 2021
Voglio ripassare, per me e per gli onorevoli che non conoscono sufficientemente il Next Generation EU, qualche concetto e conticino sull’argomento, dopo che ho ascoltato l’interessantissima audizione alle Commissioni Riunite V e VI della Camera e del Senato dell’ottimo F. Balassone, Capo del Servizio Struttura Economica della Banca d’Italia dell’8 febbraio 2021.
È un tentativo di divulgazione, dato che sono umilmente solo un ingegnere, ed è il “primo”, perché l’argomento è complesso e va trattato in più puntate, che seguiranno nei prossimi giorni.
Allora, facciamo il punto.
Il Governo Conte ha presentato al Parlamento il 12 gennaio 2021 una “Proposta di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”, aggiornata dopo le richieste di Italia Viva prima della Crisi di Governo.
Seguiamo il ragionamento della Banca d’Italia, affrontando tre aspetti importanti:
1) Natura, finalità e vincoli del Programma Europeo;
2) Struttura e caratteristiche economico-finanziarie del Piano;
3) Il possibile Impatto Macroeconomico.
Oggi, Primo Tentativo, parliamo del Programma NEXT GENERATION EU, fornendo qualche numero.
L’UE, per questo Programma, “per la prima volta nella sua storia si è dotata di una sostanziale capacità di indebitamento comune da utilizzare per contrastare gli shock economici e per raggiungere obettivi concordati (Governatore Visco al Financial Times il 24 luglio 2020). E l’UE si è messa a reperire sul mercato dei capitali 750 MILIARDI di euro, di cui:
-390 MLD per CONCESSIONI DI TRASFERIMENTI
-360 MLD per PRESTITI agli Stati Membri.
Circa il 90% di queste risorse sono veicolate attraverso il “Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza”.
Ciascun Paese Membro dovrà richiedere la sua parte di fondi attraverso la predisposizione di un piano che deve “riflettere uno sforzo sostanziale di riforma e investimento”, da presentare alla Commissione UE, dopo l’approvazione del Regolamento del Dispositivo prevista a giorni, ma comunque non oltre aprile 2021. Poi la Commissione darà una valutazione entro due mesi , che dovrà essere ratificata dal Consiglio Europeo.
Le “Raccomandazioni Specifiche” rivolte dalla Commissioni all’Italia e che dovranno pilotare il nostro programma di riforme riguardano questi OBIETTIVI STRATEGICI:
1. TRANSIZIONE VERDE
2. TRASFORMAZIONE DIGITALE
3. CRESCITA INTELLIGENTE, SOSTENIBILE E INCLUSIVA
4. COESIONE SOCIALE E TERRITORIALE
5. SALUTE E RESILIENZA ECONOMICA, SOCIALE E ISTITUZIONALE
6. POLITICHE PER LA PROSSIMA GENERAZIONE
L’IMPORTO MASSIMO destinato all’ITALIA è pari a 211 MILIARDI di euro (209 del Dispositivo, più altre risorse aggiunte recentemente), dei quali 197 gestiti mediante il Dispositivo, così distinti:
-128 mld di € come PRESTITI
– 69 mld di € come TRASFERIMENTI.
Inoltre sono disponibili circa altri 14 mld di Trasferimenti fuori dal Dispositivo.
Queste cifre, di cui nella bozza di Piano si prevede il pieno utilizzo, fanno capire quanto potremmo risparmiare abbattendo l’emissione di altrettanto debito pubblico.
Le norme europee pongono precise condizioni e paletti relativamente a:
a. Tipologia di interventi: sulla trasformazione digitale riservare almeno il 20% e sulla transizione verde almeno il 37% delle risorse complessive; specificare quali aree di intervento contribuiscono alla crescita sostenibile; non inserire progetti dannosi per l’ambiente (principio del do no significant harm) né quelli incompatibili con la normativa UE; gli interventi da Trasferimenti dovranno essere “addizionali” rispetto alla media delle erogazioni registrate nel triennio 2017-19, etc
b. Modalità di Gestione: indicazione precisa degli organi responsabili delle realizzazioni da attuare e le modalità di coordinamento fra loro.
c. Tempi: l’impegno dei fondi ricevuti dovrà essere fatto entro il 2023 , con la condizione di impegnare il 70% dei trasferimenti entro il 2022. Gli interventi dovranno essere conclusi entro agosto 2026.

L’effettiva erogazione delle risorse per ciascun intervento sarà subordinata al conseguimento di obiettivi intermedi e finali che dovranno essere specificati in modo chiaro, realistico e verificabile nella versione finale e completa del piano.

IL 13% del totale potrà essere acquisita dopo la sua approvazione da parte del Consiglio.
Ci fermiamo qui.
Ringrazio Balassone e mi auguro che le Commissioni riunite lo abbiano ascoltato, capito e riportato ai loro colleghi onorevoli e non.
A domani: parleremo della nostra Proposta di Piano.
A chi ha ritenuto inutile e una perdita di tempo leggere quanto sopra, chiedo scusa, anzi esterno la mia soddisfazione, perché vuol dire che i cittadini comuni si rendono conto delle implicazioni straordinarie di questo provvedimento, a differenza dei loro politici, avvezzi ad altre questioni, che capiscono solo loro.
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Commenti

  Commenti: 1


  1. Non sono affatto fiduciosa che riusciamo a mettere in campo risorse umane, capaci di comprendere la complessità del piano che ci chiede l’Europa nel programmare, gestire e rispettare i tempi per la piena realizzazione dello stesso. Guardando indietro a cosa succede da tempo da noi, ci vuole un grande miracolo. Limportante per quasi tutti gli onorevoli e i senatori, in questo momento che si stanno facendo i giochi su chi andrà al governo, non riguardano i contenuti del recovery plan, ma come muoversi in modo tale che riescano a salire sul carro vincente.

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