Il Partito Animalista Italiano si candida alle elezioni 2021

Bruna Fiorentino - 23 Ottobre 2020

Per le prossime elezioni amministrative 2021 saranno circa 1300 i comuni italiani interessati, di cui 21 capoluoghi di provincia. Questo spiega il perché ci sia già molto fermento nelle sedi dei partiti politici.

Tra le maggiori città, oltre a Roma, troviamo Napoli, Bologna, Milano e Torino. Stiamo parlando delle cinque città tra le più popolose d’Italia (6 milioni e mezzo di abitanti) dove, nella prossima primavera (?), Covid-19 permettendo, si voterà.

La posta in gioco, dunque, come si può dedurre, è molto alta.

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Sì, causa pandemia, per la data siamo di fronte ad una sciarada, ma alla fine, vedrete, si voterà con o senza mascherina.

Non mancheranno le liste trasversali, oramai realtà necessarie alle coalizioni, che sono anche una ventata di freschezza e novità per le tematiche che pongono all’attenzione dei cittadini: «Se i partiti tradizionali, ad oggi, non hanno saputo o voluto rispondere alle sollecitazioni degli animalisti, non possiamo più delegare ad altri quello che dobbiamo fare noi. Ed ecco il Partito Animalista Italiano» dice Maurizio Lombardi Leonardi, uno dei due segretari della sezione di Roma insieme a Bruno Cimino.

Questo Partito, sempre presente per la difesa dei diritti degli animali e dell’ambiente sin dal 2006, anno della sua fondazione per iniziativa dell’avv. Cristiano Ceriello, da poco ha deciso di scendere ufficialmente in campo alle amministrative romane e in altre città italiane: lo ha fatto nelle ultime regionali e nelle recenti elezioni europee essendo parte del movimento internazionale dei Partiti Animalisti Europei e del gruppo Animal Politics Foundation, di cui è promotore il Partito Animalista Olandese di Marianne Thieme.

Nel mese di novembre 2020, leggiamo in una nota di questo partito, si svolgerà un incontro con associazioni e volontari animalisti: «Perché – dice Cimino – vogliamo essere portavoce, nelle sedi istituzionali, di tutte le libere associazioni e dei volontari animalisti che dedicano il loro tempo in difesa degli diritti degli animali». E aggiunge Lombardi: «Sarà un incontro per uno scambio di opinioni e di suggerimenti finalizzate ad arricchire il nostro programma elettorale che non dovrà essere una sequela di parole, ma certezze da porre in essere rivedendo ciò che sino ad oggi nicchia nelle dichiarazioni d’intenti e nelle leggine che prevedono condanne da “scherzi a parte” per chi commette reati contro gli animali».

In tutte le dichiarazioni dei due segretari è emerso fermamente di non considerarsi né di destra, né di sinistra, né di centro. E questo potrebbe essere la chiave di svolta per convincere l’elettore che vuole riconoscersi in qualcosa di “distinto” per cui ha senso votare.

Ma “correre” da soli sarà improbabile. Dunque si pone il problema a quale coalizione aderire. Bruno Cimino ha le idee chiare: «Noi saremo laddove il nostro programma troverà risposte e garanzie per motivare il lavoro che vogliamo svolgere, per i nostri fratelli animali e per la lotta all’inquinamento ambientale» e aggiunge: «Se ci sono persone che desiderano candidarsi a Roma nella lista del Partito Animalista Italiano, possono inviare una email a: partitoanimalista@gmail.com»

 

Bruna Fiorentino

 


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