

Catarci: "Cosa c’entra un reato come ‘l’aggressione’ con i lavavetri?"
Il Presidente della Commissione Sicurezza, Fabrizio Santori, dopo i fatti di piazza Gondar ha presentato una mozione, insieme ai consiglieri comunali Dario Rossin, Ludovico Todini e Domenico Naccari, rivolta al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, affinché valuti l’opportunità di adottare un’ordinanza diretta ad inibire, su tutto il territorio comunale, l’esercizio delle attività abusive di parcheggiatore e lavavetri, con la richiesta di maggiorazione della sanzione edittale laddove si palesi lo sfruttamento dei minori o si pratichino tali esercizi in prossimità di luoghi con alta affluenza di pubblico o destinati ad un pubblico servizio.
“L’esercizio delle attività illecite di lavavetri e accattonaggio di minori è un fenomeno che negli ultimi mesi si sta evolvendo parallelamente allo sviluppo di alcune zone di Roma e ha subito un ulteriore incremento con l’avvento dell’estate” – dichiara in una nota Fabrizio Santori – Nonostante i diversi interventi di controllo del territorio che hanno contraddistinto la giunta Alemanno, i semafori della città risultano ancora essere popolati da lavavetri e accattoni, spesso minorenni, che pretendono denaro, creano caos e aggravi di traffico attentando, in alcune occasioni, la quiete e la sicurezza pubblica, – incalza Santori. Concordiamo con la delegata alle Pari Opportunità del Municipio II, Daniela Chiappetti, riguardo l’urgente necessità di adozione dell’ordinanza contro i lavavetri abusivi e l’accattonaggio di minori in tutte le zone maggiormente interessate dai fenomeni, alla luce degli ultimi gravi episodi di tentata violenza sessuale perpetrata al semaforo di piazza Gondar, dove una giornalista è stata aggredita e molestata da un lavavetri romeno, nonostante avesse comunque provveduto al pagamento di un servizio illecito e non richiesto”.
“A questo punto il problema, dopo i gravi fatti di ieri – conclude Santori – non riguarda più soltanto il pagamento di un vero e proprio pizzo o l’esasperazione della cittadinanza per la paura delle ritorsioni in caso di rifiuto, o esclusivamente un problema di decoro della città, ma ora è necessario fare i conti con atti di delinquenza di maggiore rilevanza”.
“Cosa c’entra un reato come ‘l’aggressione’ con i lavavetri? – replica Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI -. Ancora una volta i brillanti rappresentanti locali del PDL non perdono occasione per star lontani dai temi che atterrebbero la politica per gettarsi a capofitto nella demagogia più spicciola. Un episodio di violenza, come quello di Piazza Gondar, va condannato e colui che l’ha commesso va perseguito, secondo il principio, però, che la responsabilità penale è sempre personale e non estendibile ad un’intera categoria di persone. Quindi non può e non si deve consentire di riproporre l’equazione lavavetri = delinquenti! Dal punto di vista dell’automobilista, la presenza di un lavavetri al semaforo non è in genere un problema, con un semplice gesto della mano si può rifiutare il lavaggio, un’attività informale che non comporta una elargizione predeterminata e che spesso permette di sopravvivere senza delinquere. Ma dall’altra parte del finestrino, invece, esiste spesso un grande problema, il dramma dell’emarginazione, la tragedia della disuguaglianza sociale, il problema della povertà, della miseria, che costringe uomini e donne di nazioni diverse a emigrare e a cercare di racimolare pochi euro in cambio di un servizio solitamente innocuo. Diversi, ovviamente, i casi di sfruttamento di minori, aggressione o molestie, che sono già catalogati come reati dalla normativa ai semafori come nei locali, al mare o in un qualunque altro luogo”
“Se la mozione verrà approvata e il Sindaco emanasse le relativa ordinanza – conclude Catarci -, il Municipio XI riprenderà, come risposta, un’ idea di integrazione sociale su cui aveva già lavorato con le Associazioni locali: fornire di ‘pettorina ufficiale’ i lavavetri e riconoscerli come ‘operatori volontari’.”
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