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Il Pigneto si unisce all’ANPI per ricordare la liberazione di Roma dall’occupazione nazifascista

Il circolo ANPI Pigneto-Torpignattara presenzierà per tutto il giorno l’isola pedonale del Pigneto
di Federica Nalli - 4 Giugno 2009

Il Pigneto, il 4 giugno, si trasformerà in luogo della memoria, grazie all’iniziativa promossa dal circolo ANPI Pigneto-Torpignattara, nato il 5 maggio, in difesa dei valori dell’antifascismo.  Per ricordare la liberazione di Roma dall’occupazione nazifascista, l’ANPI allestirà un presidio informativo con un gazebo, presso l’isola pedonale di via del Pigneto dalle ore 10 alle ore 20.

"La Resistenza per l’Italia – spiegano dall’Associazione – non fu solo un movimento politico e militare e occasione di riscatto come nazione agli occhi della storia, ma anche un potente generatore di valori, che sono stati recepiti nella Costituzione e che oggi, sono sempre più spesso rimessi in discussione. Da quegli ideali è scaturita una cultura protesa verso l’egemonia che ha rappresentato quella che qualcuno ha definito “la religione civile del nostro Stato”. La cronaca di questi mesi, mostra un’ ondata revisionista che cerca di adombrare il valore storico ed etico della Resistenza, attraverso la presentazione del disegno di legge per l’istituzione di un fantomatico “Ordine Tricolore” che con la pretesa della parificazione dei repubblichini di Salò ai combattenti Partigiani, ha avanzato la proposta di dare un vitalizio ad entrambi. Una pensioncina elargita indistintamente a chi, clandestinamente ed a rischio della propria vita, ha avversato i totalitarismi più feroci del ‘900 come a chi ha appoggiato il nazi-fascismo, responsabile del genocidio di 6 milioni di ebrei e della guerra più sanguinosa del secolo scorso. Opporsi a tutto ciò non è solo una reazione difensiva di carattere storiografico; è invece lo schierarsi a difesa dei valori di quella parte che era nel giusto e si batteva contro il nazi-fascismo e contro l’indifferenza di tanti.  Gli ideali di libertà, eguaglianza e giustizia sociale che sono stati il cardine valoriale della cultura scaturita dalla Resistenza sono i motivi ispiratori di una Costituzione che dopo più di sessant’anni non ha ancora raggiunto una compiuta attuazione.
La continua erosione di tante sofferte conquiste – concludono – ad opera dei poteri economici oltre che politici, ha generato la crisi che stiamo vivendo in questi giorni".

L’A.N.P.I. RICORDA L’ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DI ROMA

Un pò di storia:

4 giugno 1944 – 4 giugno 2009

2 giugno 1944 – Radio Londra trasmette il messaggio con la parola "elefante" rivolta alla Resistenza, vuol dire che è cominciato l’attacco finale per liberare Roma.

3 giugno 1944 – Ormai è evidente che i tedeschi non intendono arroccarsi a Roma per compiervi una strenua difesa. L’abbandonano secondo un dispositivo stabilito con cura, senza dar corso alle distruzioni predisposte con una serie di mine collocate da tempo dai genieri della Werhmacht.

Il CLN ha convenuto unitariamente sull’opportunità di rinunciare all’insurrezione. Ma il comando tedesco vuole sino all’ultimo dare sfogo al livore contro la Resistenza. Il plotone della PAI fucila a Forte Bravetta il carabiniere Fortunato Caccamo, il tenente pilota Nario De Martis, il maggiore Costantino Ebat, le guardie di polizia Giovanni Lupis e Emilio Scaglia, il sergente Guido Orlanducci, poi, subito dopo aver eseguito l’esecuzione, saliti i componenti del plotone
su un autocarro, si avvia verso il nord assieme alle truppe tedesche in ritirata.

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A Zagarolo le retroguardie tedesche che rallentano l’avanzata alleata si scontrano con le bande partigiane dando luogo ad un accanito combattimento. La Gestapo non ha ancora abbandonato via Tasso. Viene scarcerato Giuliano Vassalli, per l’intervento di Pio XII. Vassalli è stato lungamente torturato, ridotto in condizioni pietose.
Nella notte anche le SS di via Tasso si apprestano a trasferirsi al nord. Hanno fatto dei falò con molti documenti, caricati alcuni autocarri di armi oggetti di casermaggio e casse di materiali, due destinandoli ai prigionieri che li dovranno seguire.

4 giugno 1944 – Alle prime luci dell’alba gli eventi precipitano. Le avanguardie alleate composte da soldati canadesi cui si sono uniti partigiani di Bandiera Rossa stanno per entrare a Roma dalla Casilina. Le SS di via Tasso non compiono la carneficina che si erano proposte.
Abbandonano anche un autocarro in avaria, non si sa se procurata dai partigiani, già carico di prigionieri, che avranno così salva la vita. Altri saranno liberati di lì a poco, sfondate le porte delle celle.
Un autocarro che ha lasciato via Tasso stenta a tenere il passo della colonna, trasporta 14 prigionieri che i nazisti hanno voluto con loro. L’ufficiale fa fermare il veicolo sulla Cassia, all’altezza de la Storta, i prigionieri avviati lungo un sentiero, allineati e uccisi. Sono Bruno
Buozzi, il generale Piero Dodi, i tenenti Eugenio Arrighi e Saverio Tunetti, Lino Eramo e il capitano Enrico Sorrentino del FMC, Vincenzo Conversi, Edmondo Di Pillo, Borian Frejdrik di una formazione Matteotti, Luigi Castellani, Libero De Angelis, Alberto Pennacchi, il maggiore Alfio Brandimarte, il capitano inglese John Armstrong.

4 giugno 1944: ROMA E’ LIBERA
Tratto da Cronologia Resistenza romana di Massimo Rendina
(http://www.resistenzaitaliana.it)


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