Il punto sulla Sanità nei Castelli Romani

Continua la diatriba tra l'onorevole Giulio Santarelli ed il Direttore Generale ASL Roma 6 Narciso Mostarda
Henos Palmisano - 13 Luglio 2019

A febbraio di quest’anno a Marino si è costituito un comitato di probiviri, senza secondi fini o scopi elettorali, se non quelli della salute pubblica e avendo come meta finale il miglioramento dei servizi sanitari nella ASL Roma 6.

Presidente di questi cittadini è l’onorevole Giulio Santarelli, che essendo un castellano DOCG e vivendo direttamente i disagi sanitari dei Castelli Romani scrive che  “Con la costruzione del nuovo ospedale è stato smantellato il sistema che aveva garantito risultati eccellenti”.
Con la chiusura di ben tre ospedali pubblici (Albano, Ariccia, Genzano) e la contemporanea apertura del Nuovo Ospedale dei Castelli (NOC), la Regione Lazio ha voluto dare una soluzione ai problemi sanitari dei Castelli ed, invece, ne ha aumentato la già deplorevole criticità (forte diminuzione dei posti letto e carenza dei servizi di trasporto pubblico per raggiungere il nuovo ospedale).
“Il NOC non è l’ospedale dei Castelli Romani” ..”a quando l’apertura degli altri 200 posti letto”?
L’Onorevole Santarelli ha chiesto più volte i dati “…sul funzionamento della ASL Roma 6 e sui costi distinti per ospedali e cliniche private e in particolare sulle patologie che determinano l’enorme buco derivante dalla mobilità passiva (un costo per la ASL di 200.000.000,00 su un totale di 700.000.000,00)”.
Dai temi sanitari trattati dal comitato sono emerse numerose criticità:
1) Il rifiuto del dottor Mostarda al confronto
2) La presenza invasiva ed esorbitante delle strutture private
3) Come cambiare la programmazione Regionale
4) Gli errori compiuti in sede di attuazione della Spending Review
5) La riduzione dei consultori familiari
6) Il diritto alla salute sancito dalla Costituzione
7) I Sindaci, garanti della salute pubblica, prima di firmare accordi con il Direttore Generale, devono avere una maggiore condivisione con i cittadini, soprattutto per la chiusura di quei servizi che si erano mostrati efficienti, sicuri ed altamente in linea con la la “Revisione della Spesa”
8) La centralità del paziente programmata con l’atto aziendale n. 96 del 18/02/2015 è rimasta sulla carta
9) I milioni spesi per ristrutturare reparti interi per essere chiusi pochi giorni dopo l’inaugurazione (ancora fa discutere a Marino la chiusura dei reparti ristrutturati di Ostetricia, Ginecologia e Nido 15 giorni dopo l’apertura e con una spesa che si disse di oltre 5 milioni di euro)
Le considerazioni finali dell’onorevole Giulio Santarelli sono molto allarmanti ….”il 50% dei malati va a curarsi al di fuori del nostro territorio, mostrando l’impossibilità/incapacità dell’offerta ospedaliera domestica di provvedere a garantire la salute delle persone…. i burocrati della Regione programmano la Sanità sugli Algoritmi anziché sulle esigenze delle persone”.
Mentre stiamo descrivendo la situazione della Sanità dei Castelli si stanno smantellando i pochi laboratori pubblici rimasti: le provette andranno ad ingolfare i laboratori saturi degli ospedali San’Eugenio, Sandro Pertini e dell’ospedale di Latina; rimarranno solamente i laboratori dell’emergenza con l’esecuzione degli analiti per gli interni.
Una considerazione: visto che questi accentramenti vengono effettuati per il risparmio, quanto verrà a costare il trasporto delle provette?
L’altra considerazione è: i viaggi dei liquidi biologici verranno fatti con i dovuti accorgimenti per conservare la qualità dei referti?
Quest’ultima considerazione ha bisogno di un esempio esplicativo: l’esame chimico e microscopico delle urine va eseguito il più presto possibile, i cilindri, importantissimi per la diagnosi di nefriti, sono estremamente cronolabili, quindi un semplice ritardo od un errato referto può comportare la perdita funzionale dei reni.
Queste “Soluzioni” della Regione Lazio agli sprechi delle passate consigliature non sembrano in linea con il “buon senso” del risparmio, ma provocano confusione ed ovviamente una diminuzione della qualità della sanità pubblica.
Henos Palmisano

Commenti

  Commenti: 1


  1. Henos carissimo , la tua analisi rispecchia senza ombra di dubbio la condizione di Malato grave che vive la Sanità in Italia.
    Sfido chiunque a negare che, già vent’anni fa, nei Castelli, la situazione era prevedibile e solo i sordo- cieco-muti facevano finta di non vederla, non comprenderla e non poterne ( volerne?) discutere con chiarezza.
    Chi più chi meno abbiamo taciuto e per questo siamo colpevoli: ma del resto sapevamo che la posta in gioco era talmente alta e con cifre da capogiro che i nostri “ ragli” non avrebbero mai raggiunto il cielo dove i veri proprietari sono stati allontanati da politici che hanno fatto dell’arricchimento personale il fine ultimo dei loro miseri disegni.
    Bravo a te.

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