Il Regolamento Next Generation UE e una nuova cultura politica

GiProietti - 13 Febbraio 2021

Oggi voglio auspicare un importante percorso alla nostra società europea verso un nuovo equilibrio culturale comune: il Regolamento del NGEU (Next Generation UE) ne crea le premesse!
Mi spiego.

Il documento ieri firmato dalle massime Autorità Europee e prossimo ad essere pubblicato in Gazzetta Europea (19 febbraio), oltre ai difficili algoritmi matematici su cui abbiamo ironizzato, contiene una novità assoluta: impone il REGIME DI CONDIZIONALITÀ A TUTTI GLI STATI MEMBRI, NEL SENSO CHE L’ACCESSO AI 750 MLD DI DEBITO COMUNE È SUBORDINATO AL RISPETTO DEI GOVERNI DEGLI STANDARD DI DIRITTO!
E’ la prima volta assoluta che la UE assume su di sé, concordi tutti gli Stati Membri, un potere di indirizzo politico comune!

È successo che i Paesi Frugali (del Nord e NL, preoccupati parecchio della corruzione e degli imbrogli che caratterizzano certe politiche di alcuni Stati Membri, abbiano preteso di mettere dei paletti alla concessione di somme così ingenti di euro, chiedendo che la UE, oltre a fissare le regole ferree che conosciamo (elaborazione di un Piano Dettagliato coerente colle Direttive e con Obiettivi Misurabili, Attuazione delle Riforme di Sostegno, Gestione Efficace ed Efficiente delle Attività, pena la mancata erogazione dei fondi oltre l’iniziale 13%), controllasse anche che:
1. I POTERI PUBBLICI NEI VARI STATI SIA ESERCITATO ENTRO LE LEGGI
2. I NECESSARI SOGGETTI DI CONTROLLO SIANO ESERCITATI DA ORGANI GIURISDIZIONALI IMPARZIALI E INDIPENDENTI

Insomma tutti noi Europei dobbiamo vivere in Nazioni in cui sono normali e acquisiti: la separazione dei poteri, il principio di legalità, la certezza del diritto , il divieto di arbitrarietà del potere esecutivo, l’effettività della tutela giurisdizionale.
Questi principi, scoperti dagli Stati Liberali del XIX secolo, sono FONDATI SULLE LIBERTÀ INDIVIDUALI, DI CIASCUNO DI NOI, E NON COINCIDONO AFFATTO, ANCHE SE VICINISSIMI, AI PRINCIPI DEMOCRATICI.
Lo sanno gli Eletti dal Popolo che loro “rappresentano il popolo”, MA NON HANNO IL DIRITTO DI CALPESTARE I SINGOLI INDIVIDUI PER I PRINCIPI STANDARD DELLO STATO DI DIRITTO!
Quanti affermano che “è il Popolo che decide, cosa vogliono questi giudizi, chi ha dato loro il potere di giudicare noi eletti dal popolo sovrano?” sono poveri demagoghi ignoranti!

È FONDAMENTALE PER UE LO STATO DI DIRITTO, di cui adesso PER LA PRIMA VOLTA UN DOCUMENTO FONDAMENTALE DELLA UNIONE EUROPEA, IL REGOLAMENTO DEL DISPOSITIVO CHE NESSUNO STUDIA!

Ecco perché Orban (Ungheria) e Morawiecki (Polonia) hanno puntato i piedi a dicembre 2020 e si sono opposti fermamente all’approvazione del Regolamento.
Le loro sono DEMOCRAZIE ILLIBERALI, CHE NON RISPETTANO LO STATO DI DIRETTO: eletti dal Popolo, sì, ma fondate essenzialmente su IDENTITÀ COLLETTIVE-FAMIGLIA, COMUNITÀ-NAZIONE- ACCETTABILI SOLO SE NON SCHIACCIANO I DIRITTI DEI SINGOLI INDIVIDUI E DELLE MINORANZE, DEI PICCOLI, DEGLI ULTIMI!
Solo la pazienza della Merkel è riuscita a trovare una procedura che ha fatto approvare all’unanimità il Regolamento: una dichiarazione integrativa limita la portata della condizionalità e dichiara che il potere di controllo UE è circoscritto alle violazioni che incidono sulla “protezione del bilancio, sulla sana gestione finanziaria e sugli interessi finanziari europei”. Non è poco!
A tale riguardo la Commissione emetterà Linee Guida chiare.
Fatto sta che, col chiavistello insospettabile del Recovery Plan si sta aprendo una porta blindata e si sta facendo un notevole passo avanti lungo il percorso dell’integrazione culturale e politica dell’Europa.

Proprio ora i neo Ministri italiani stanno giurando. Auguro a quelli, che hanno chiari i principi sopra richiamati, di applicarli in pieno e di insegnarli ai tantissimi politicanti che pensano solo alla torta da spartire.


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