Il ripristino ecologico del bosco di Palo Laziale

Il 20 dicembre 2018 conferenza stampa sulla salvaguardia dei boschi delle coste del Mediterraneo, presso la Sala Aranciera dell'Orto Botanico dell'Università Sapienza di Roma
Anna Onori, Henos Palmisano    - 7 Gennaio 2019

Giovedì 20 dicembre 2018 si è svolta la conferenza stampa sulla salvaguardia dei boschi delle coste del mediterraneo, presso la Sala Aranciera dell’Orto Botanico dell’Università Sapienza di Roma, largo Cristina di Svezia 24, Roma. Il progetto è quello del recupero ecologico del Bosco di Palo Laziale, che potrebbe essere preso a modello per tutto il Mediterraneo.
Responsabili del progetto (garantito da un finanziamento di 1.055.281 euro di cui ben 795.323 direttamente dalla Commissione Europea) sono soprattutto il Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università di Roma e l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione in Agricoltura (ARSIAL).
Il Bosco di Palo Laziale è, purtroppo, uno degli ultimi boschi umidi, che un tempo caratterizzavano lunghi tratti della costa tirrenica.
La Commissione Europea attraverso il “Programma Life” ha finanziato il recupero ecologico sia di Palo Laziale (Ladispoli) che del Parco Nazionale del fiume Nestos in Grecia, che verranno presi a modello per altri territori del mediterraneo.
Il professor Fabio Attorre del Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza ha dichiarato ” Gli ecosistemi mediterranei sono tra i più vulnerabili ai cambiamenti climatici e alla pressioni antropiche….Il bosco di Palo Laziale è stato oggetto di una prolungata aridità e salinizzazione del suolo, che hanno favorito l’insorgere di parassiti di debolezza, in particolare l’azione di un fungo (Biscogniauxia mediterranea), che ha causato la morte progressiva di oltre l’80% degli alberi…”
Come primo intervento è previsto un sistema di raccolta sostenibile delle acque superficiali, che verranno utilizzate durante la stagione secca, sia come risorsa per il bosco che come desalinizzatore naturale per il terreno. L’ulteriore intervento sarà il reimpianto delle specie vegetali autoctone, compito importantissimo, che sarà svolto dalla Azienda Dimostrativa di Cerveteri (ARSIAL).
Antonio Rosati, Presidente di ARSIAL, ha dichiarato: ” Siamo appena all’inizio,….grazie al Servizio Integrato Agrometeorologico (SIARL), al vivaio forestale di Cerveteri e… all’enorme bagaglio di competenza dei nostri tecnici forestali….potremo continuare a potenziare tutto il nostro know how e proseguire lungo questo percorso di valorizzazione tecnico-scientifico “.
Eventi come quello svoltosi il 20 di dicembre 2018, dovrebbero essere materia quotidiana di discussione: i cambiamenti climatici, il deperimento e gli incendi forestali, stanno impoverendo la biodiversità?
Possono l’imprenditoria pubblica e privata allearsi per effettuare interventi conservativi del nostro territorio?
Ovviamente la risposta è affermativa: dobbiamo, ognuno nel proprio campo, contribuire alla salvaguardia e tutela del nostro habitat, che ci è stato dato in prestito dai nostri genitori e che dobbiamo consegnare ai nostri figli intatto e migliorato.

Anna Onori, Henos Palmisano   


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