Il ritorno in città

Con l'ingresso della fermata della Metro A di Porta Furba Quadraro completamente allagata
di Riccardo Faiella - 15 Settembre 2009

È una fortuna poter andare in ferie a settembre. In agosto ti godi una città più a dimensione d’uomo: semideserta (anche se ogni anno aumentano coloro che restano); poco traffico e caos; di esercizi aperti, bene o male, se ne trovano; la sera, con le molte iniziative dell’Estate Romana, il divertimento è assicurato. E poi, quando gli altri ritornano, tu vai via, a goderti il meritato riposo.

Bagni nel mare settembrino. Lunghe passeggiate (è il mio caso) nei boschi del Gargano. Il ritmo di vita rallentato.

Ma poi il ritorno.

E la notte del 14 settembre un nubifragio a Roma. Esci alle otto per ritornare al solito lavoro. Percorri a piedi le vie di casa (viale Opita Oppio, via Marco Decumio) per andare alla fermata della Metro A di Porta Furba. Ti accoglie, appena fuori dal viale del palazzo dove abiti, un lungo serpentone di lamiere bollenti e maleodoranti. Allora chiudi gli occhi. Senti il cinguettìo degli uccelli. Rivedi il verde della vegetazione mediterranea; i pendii alberati delle colline. Ti sembra di stare a piedi scalzi e attraversare un torrente di acqua fresca e pura. Apri gli occhi. Le scarpe completamente immerse nell’acqua. L’ingresso della fermata della Metro A di Porta Furba Quadraro completamente allagata. Allora realizzi. Sì, sono tornato a Roma.

E’ quello che ho trovato stamattina uscendo di casa per ritornare al lavoro: la fermata della Metro A di Porta Furba allagata dopo il nubifragio di stanotte.


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