Sport  

Il romano Beverino secondo ai nazionali di formula windsurfing a Gallipoli

L'altro capitolino Begalli si classifica quarto(primo dei master)
di Lorenzo Censi - 20 Settembre 2011

Due belle notizie per lo sport capitolino dal Salento. Il romano Andrea Beverino si è classificato secondo al campionato nazionale Formula Windsurfing nelle acque di Colle Pizzo, a Gallipoli, tra il 15 ed il 18 Settembre, mentre il quarantacinquenne Marco Begalli si è classificato quarto (primo dei master).

Beverino, che gareggia con il Windsurf Club Cagliari, poco ha potuto contro la supremazia assoluta di Alberto Menegatti, “cannibale” del windsurf nazionale ed internazionale, che aveva già conquistato il titolo italiano nello slalom a Luglio, sul lago di Garda: il trentino ha infatti vinto 3 delle 4 prove disputate, e se non avesse rotto il boma (il tubo che circonda la vela fissandosi all’albero) mentre era in testa probabilmente avrebbe fatto sua anche l’ultima. Beverino e Begalli in realtà si erano classificati rispettivamente quarto e sesto, preceduti anche da Bahmann e Briggs le cui prove però non sono state valutate ai fini della classifica finale, essendo i campionati nazionali dedicati ai soli atleti italiani(ma aperti, al di fuori della classifica appunto, anche agli stranieri).

Decisiva per la classifica finale è stata la giornata di sabato, durante la quale sono state completate 3 prove.

Venerdì è stata disputata una sola prova, mentre sia giovedì che domenica non si è gareggiato, causa mancanza di vento, una costante di questa edizione: non sono mai stati superati i dieci nodi, con cali improvvisi e continui cambi di direzione, rendendo difficile la vita agli atleti fisicamente più pesanti.

La Formula Windsurfing, nata alla fine degli anni novanta ed in costante crescita, è una regata di flotta vera e propria, in cui gli atleti si sfidano su un percorso“a bastone”, quello usato anche in Coppa America. Gli atleti possono utilizzare una sola tavola per competizione, scegliendo vele e pinne in base all’intensità del vento. Tra i fattori che hanno permesso il successo di questa disciplina ci sono proprio le notevoli dimensioni delle tavole e delle vele, che permettono di raggiungere la planata a otto nodi, limite di vento per regolamento.
 


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