Il salto del pendolare cronaca di un viaggiatore allenato

L'incredibile situazione alla stazione di Lunghezza. Scene da Quarto Mondo
di Francesca Di Iorio - 4 Novembre 2011

La scelta di andare ad abitare fuori città spesso è dettata da esigenze economiche e dal desiderio di riscoprire buone abitudini e aria pulita. Ma la maggior parte delle volte i buoni propositi si scontrano con l’esigenza di tornare quotidianamente in città diventando così pendolari, abitualmente deturpati del diritto di viaggiare seduti o almeno dignitosamente in piedi.
Tutti i giorni i pendolari subiscono ritardi abituali dei treni a breve e media percorrenza;  il 3 novembre si 2011 no 1811 è stato battuto ogni record sulla linea ferroviaria FR2 Tivoli – Roma.
Dopo l’ennesima corsa annullata (quella delle 6.26), all’arrivo del treno successivo (che portava 10 minuti di ritardo) alla stazione di Lunghezza gli aspiranti passeggeri vista l’impossibilità di salire sul treno strapieno si sono accorti che le ultime due carrozze erano rimaste vuote a causa delle porte fuori servizio (e ci risulta non essere una novità – ndr) ed hanno provveduto con spirito sportivo, saltando direttamente nei finestrini aperti a trovare una meritata ricompensa, no una medaglia ma una carrozza vuota con posti a sedere. 

Un tempo si correva a prendere il treno adesso si salta sul treno, la paura però è rimasta la stessa quella di non arrivare in tempo a lavoro.


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