Il teatro di Verdi, Seminario/Prova aperta, all’Accademia d’Ungheria di Roma

Domenica 24 giugno 2012. Il seminario prevede l'incontro tra i 7 attori ungheresi e i 7 attori italiani
di Federico Carabetta - 22 Giugno 2012

Domenica 24 giugno 2012 alle ore 18, l’Accademia di Ungheria a Roma, in collaborazione con Act multimedia (scuola di cinema e televisione di Cinecitta) e con il patrocinio dell’Istituto Balassi, Accademia d’Ungheria di Roma, presenta "Il teatro di Verdi, Seminario/Prova aperta" diretto da Paolo Antonio Simioni, interprete Anna Toth, con Baranyi Virag, Gazdag Erzsebet, Hegedűs Jenő, Lukacs Andras, Cristina Pedetta, Giacomo Peddis, Arianna Pollini, Pier Quarto, Luca Rinaldi, Suzana Simic, Sardar Tagirovsky, Tabi Rita, Franco Trevisi.

In attesa del 2013, bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, l’Accademia di Ungheria si prepara a rendergli omaggio con una serie di seminari su personaggi, monologhi, scene dei testi teatrali a cui il compositore italiano si e ispirato per le sue opere.

Il 24 giugno dalle ore 18.00 i lavori del seminario di Paolo Antonio Simioni saranno aperti al pubblico, con scene e monologhi da Shakespeare: Macbeth, Le allegre comari di Windsor, Otello, da Alexandre Dumas: La dama delle camelie, da Victor Hugo: Il re si diverte.

Il seminario a Roma, prevede l’incontro tra i 7 attori ungheresi e i 7 attori italiani.

Alla fine del percorso, domenica 24 giugno, il pubblico potrà fruire del lavoro frutto dei dieci giorni di seminario gemellato tra Budapest e Roma, osservando grazie all’interazione tra gli attori e il preparatore, Paolo Antoni Simioni, quale lavoro vi sia dietro l’analisi e la costruzione di un personaggio, la preparazione e la realizzazione di una scena. I presenti potranno dunque godere di una performance e osservare un percorso tecnico.

L’Accademia d’Ungheria in Roma opera nella capitale dal 1927. La sua sede, il Palazzo Falconieri, è l’immobile di maggior valore dello Stato ungherese all’estero, anche perché molti dei suoi meravigliosi dettagli sono stati realizzati nel seicento da uno dei maggiori maestri dell’arte barocca universale, da Francesco Borromini. Il capo del governo dell’epoca, István Bethlen e Kuno Klebelsberg ministro d’istruzione e degli affari del culto, acquistarono il palazzo di particolare bellezza, perché volevano donare una degna dimora, nella Città Eterna, alla scienza e alla cultura ungherese come anche alla formazione degli artisti, come ricordato anche sulla lapide commemorativa situata all’ingresso dell’edificio.

L’Accademia di Ungheria a Roma è in via Giulia n. 1 


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